Libri
La Lepre Edizioni

L’edizione originale di Summer Of Love. The Making Of Sgt. Pepper esce nel 1993. Nel 2008 Paolo Somigli, direttore della rivista Chitarre, ne cura una traduzione appassionata che viene pubblicata per Chitarre / Music Press. Quella che abbiamo tra le mani è la ristampa dello stesso libro (uscita il 15 ottobre 2013 per La Lepre Edizioni), un testo fondamentale ma forse misconosciuto tra le fonti primarie di quel mosaico infinito che è la storia dei Beatles. L’abbiamo chiamato fonte primaria non a caso: l’autore del libro, infatti, è George Martin, musicista, arrangiatore, collaboratore, produttore artistico e figura fondamentale nella parabola artistica dei Fab Four, tanto da meritarsi l’appellativo di “quinto Beatle”. Un punto di vista più che privilegiato, dunque, su un momento “storico” – i cinque mesi necessari per realizzare l’album Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band – che segnerà tutta la musica a venire e ancora oggi è ricordato come uno spartiacque.

Martin è un cronista affezionato e preciso, uno scrittore dallo stile lineare e pacato, un “genitore” capace non solo di richiamare alla memoria i fatti legati alla lavorazione del disco (con tanto di dettagli tecnici sui canali utilizzati per le registrazioni e sulla strumentazione a cui si ricorse), ma anche di aprire ad approfondimenti inaspettati. Ogni capitolo del libro prende in considerazione il making of di un brano di Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band, ma diventa poi la scusa per excursus sulla storia della band o aneddoti di ogni genere: scorrendo le pagine si scopre, ad esempio, che le tematiche di When I’m Sixty Four sono legate alla paura di invecchiare di Paul McCartney; che lo staff tecnico degli Studi Abbey Road, ai tempi, doveva essere a disposizione dell’ispirazione della band giorno e notte; che Good Morning Good Morning venne suggerita a Lennon dalla pubblicità dei Kellogg’s; che era George Martin a decidere l’ordine dei brani nei dischi dei Beatles, un’operazione a suo dire delicatissima e strategica. Il resto è un susseguirsi di testimonianze del talento e dell’alchimia alla base della formazione di Liverpool, ma anche degli elementi casuali, della voglia di sperimentare e dell’amicizia che portarono il gruppo, con quel disco, a toccare territori ancora inesplorati.

Il testo è inoltre un’ottima fonte per comprendere il grande lavoro dietro ai brani di un album fondamentalmente pop, ma che in realtà è un cinemascope di dettagli sonori, apporti strumentali singolari, creatività fatta con pochi mezzi tecnici ma grande inventiva. E, dalle 250 pagine, emerge anche l’ossessione di tutto l’entourage dei Beatles per la vendita dei dischi e per l’accoglienza riservata al nuovo materiale, in particolare a “Pepper”. Scrive Martin a tal proposito, in uno dei capitoli finali: “Avrebbe venduto? I critici lo avrebbero stroncato? Io ero terrorizzato, ma mai quanto i Beatles. John e Paul in particolare non facevano altro che passare le ore discutendo al telefono con Tony Barrow, all’epoca il loro addetto stampa”. Segno che l’aspetto commerciale, nell’ottica delle soddisfazioni artistiche della band inglese, era tutt’altro che secondario – e qui tocca citare Scaruffi e la sua singolare lettura del fenomeno Fab Four -, come dimostra anche la delusione per i risultati ottenuti dal 45 giri di Strawberry Fields Forever/Penny Lane pubblicato un anno prima di Sgt. Pepper’s Lonely Heart Club Band e piazzatosi comunque bene nelle classifiche inglesi.

Il libro si chiude con la fine del 1967 e di tutte le sue illusioni di eterna giovinezza e innocenza: George Martin diventa padre, i Beatles istituzionalizzano il flower power sancendone involontariamente la fine con la All You Need Is Love trasmessa in mondovisione, il manager del gruppo, Brian Epstein, muore improvvisamente. Sgt Pepper’s Lonely Heart Club Band, invece, rimarrà, portandosi appresso la fama di disco che meglio ha saputo catalizzare le istanze del suo tempo, in termini di innovazione, cambiamento sociale e creatività artistica. Testo consigliatissimo, e non solo ai fan della band di Liverpool.

15 novembre 2013