• apr
    01
    2007

Album

Cardboard

L’esordio dei Gowns è un pugno nello stomaco. Una raccolta di canzoni
di una bellezza lancinante, di quelle che lasciano a lungo il segno
sulla pelle di coloro che si avventurano nell’ascolto.

Ezra Buchla
e Corey Fogel (entrambi ex Mae Shi) insieme a Erika Anderson,
fuoriuscita dagli Amps For Christ, mettono su un triangolo
drammaticamente amoroso che sfrutta sapientemente le degenerazioni
folky della New Weird America. Benedetti dall’alto dallo spirito insieme selvaggio e ramingo di Carla Bozulich, che restituisce il favore del supporto ricevuto in occasione di Evangelista,
i tre intessono una musica autunnale, brumale, fatta di chiaroscuri
emozionali e intrisa di una profonda e lacerante malinconia.

New Weird America,
si diceva, per il saper mischiare in maniera eterodossa psichedelia
d’impianto folk a suggestioni tra le più diverse: noise in lo-fi e
elettronica d’accatto, notturne note di piano e disturbi da synth,
oscuri droni dilatati e vocals in crescendo drammaticamente melmoso. Ne
escono gemme gloomy e da apocalisse dell’animo come White Like Heaven il cui struggente crescendo ha pochi eguali al mondo, o nenie brumose per sola voce e fruscii come Clawless.

La grossa capacità dei Gowns è quella di disegnare atmosfere intimiste
e deformi mediante una tavolozza di colori semplice e già conosciuta,
tanto che ci si ritrova spesso ad ascoltare e perdersi in questi 10
pezzi. Musica che straccia il cuore, se non si fosse capito.

27 gennaio 2008
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