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  • dic
    01
    2008

Album

Wichita Recordings

Alla quarta uscita fuori dagli Espers, Weeks continua a definire i contorni del suo universo
desolante e desolato, espandendoli e marcandoli ulteriormente. Un altrove con cui i suoi estimatori hanno
certo già confidenza, e che stavolta viene ricercato con ancora più sicurezza e
pervicacia, prendendo saldamente le redini di uno stile che, aldilà delle note
ispirazioni, più o meno lampanti – folk acido e pastorale, Canterbury, prog
& dintorni (comprese certe cose di casa Nostra, a sentir lui), cantautoratooff inglese dei primi ’70 -, si
rivela qui con incisività possibilmente maggiore rispetto alle prove
precedenti. L’arsenale consueto di droni apocalittici, arpeggi solitari,
armonie cosmiche e melodie narcolettiche viene spiegato in tutta la sua
potenza, assistito da un songwriting centrato e una cura sempre più maniacale
per atmosfere e dettagli (dall’uso massiccio del mellotron al rigore analogico
del tutto).

Oltre alla precisione estetica, alla lunga di The
Hive
si finiscono per apprezzare gradualmente anche i singoli momenti,
dalla nenia medievale di Funhouse a
una The Lamb’s Path che potrebbe
benissimo figurare in un album degli Air,
dalle suggestioni bucoliche tra Floyd e Matt
Elliott
dell’iniziale You Won’t Be
Ever The Same Again
a una Burn The
Margins
arcana e fascinosa alla Mellow
Candle
, dalle cadenze Will Oldham di The
Wait
a una Donovan che più che a
Mr. Leitch fa pensare a Barrett, fino alla – serissima – rilettura della Borderline di Madonna (che fa il paio con la recente Stay a cura di Malcolm Middleton). E quindi no, non è solo un
rosario insanguinato alla Nico (la
gotica title track, più espersiana degli Espers), è anche un
drink su una spiaggia lontana (Lay Lowe la sua malinconia alla Santana), in un’inedita vena che cede pure a
tentazioni folk-pop (Not Meant For Light,
degna del migliore Mark Eitzel). Se
Weeks dovesse mai trovare il coraggio di imboccare il percorso alternativo
indicato da queste ultime due, sarebbe davvero una bella sfida. Intanto, 

8 dicembre 2008
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