• dic
    02
    2016

Album

Snowdonia

Un concept album a fumetti che è anche un disco che è anche un omaggio allo scrittore H. P. Lovecraft. A dar vita al tutto, Jet Set Roger – alias di Roger Rossini, musicista italo-britannico ormai attivo da una ventina d’anni – per la parte audio e Aleksandar Zograf (tra le altre cose, collaboratore di Internazionale) per il booklet del CD. Il tema centrale del lavoro parte dal carteggio di Montecatini, e cioè dalle lettere che lo scrittore americano apparentemente inviò nel 1926 all’amico Alfred Galpin in occasione di un suo viaggio in Italia. «Il carteggio, pubblicato parzialmente dalla rivista “I meridiani” nel 2006 e lungamente discusso in ambito letterario, si è rivelato alla luce dei fatti un probabile falso storico», ma l’ipotesi di un viaggio di Lovecraft nel Polesine è diventata appunto l’invenzione musicale e letteraria legata al concept di questo disco.

È così con l’aiuto di Andy Rourke (The Smiths), Marco Pirroni (Adam & the Ants, Sinead O’Connor), Davide Mahony (Sepiatone) e Giorgia Poli (Scisma), Jet Set Roger confeziona dodici tracce che ripercorrono la vicenda – già accennata per sommi capi dal fumetto allegato al disco – in prima persona e con un piglio “classic rock” tutto sommato fuori dal tempo. Un Tom Petty sullo sfondo, a calibrare un album che lavora sulla lunghezza d’onda di un cantautorato elettrico di buona fattura, tra chitarre, pianoforte e una narrativa che funziona: mezze luci in bilico tra Gaber e frontiera americana (Rovigo), vaudeville (Un fortuito incontro), rock (Grand Tour), un Massimo Bubola in salsa Dire Straits (Sonia), certe ballate in controluce (La fine del viaggio) e molto altro.

C’è una curiosità quasi romanzesca nello scoprire, brano dopo brano, il modo in cui Jet Set Roger è riuscito a raccontare una storia che alla fine si rivela in qualche modo anche la sua (inglese trapiantato a Brescia), ed è forse questo – assieme a qualche buon ritornello da mandare a memoria e a una scrittura concreta e senza cedimenti – l’aspetto migliore di un album solido, anche se musicalmente non troppo sorprendente.

12 febbraio 2017
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