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Se in film recenti molti autori hanno potuto dire la loro sullo scottante tema della verità (non ultimo Tom McCarthy e il suo Il Caso Spotlight), Joel Edgerton sceglie il suo affascinante opposto: la bugia. Un tema certo non originale, ma il pregio di questo Regali da uno sconosciuto – The Gift è certamente il gioco delle parti che viene a crearsi tra i personaggi di una vicenda scomoda, angosciante e respingente all’inizio, quanto affascinante e ricca di sfaccettature sulla realtà quotidiana nel suo svolgimento. Oggetto schizofrenico nel panorama cinematografico attuale, questo piccolo meccanismo che fonde insieme il gusto del thriller con un dramma apparentemente convenzionale è l’efficace esordio alla regia di Edgerton, già stimato attore, che nascondendosi dietro la comoda e rassicurante confezione del cinema di genere, di serie B, restituisce una storia classica cosciente del passato, cui spesso fa riferimento con il suo gustoso gioco citazionistico, ma dotata di un angoscia tutta moderna. La paranoia così ben orchestrata nell’incipit viene gestita con mano sapiente da un regista che ha ben chiari quali saranno gli obiettivi di una pellicola del genere e che non ha certo paura di prendersi determinate libertà narrative pur di assestare un colpo tanto crudele quanto giustificato (siamo molto lontani dall’avere a che fare con una mano inesperta). Chi inizialmente pensava di trovarsi dinanzi a una stanca ripetizione di cliché (che pure non mancano) che riproponessero il modello di Rosemary’s Baby o di Repulsion sarà spiazzato da una lenta virata contenutistica e psicologica: sorprendente come Edgerton, già al primo film, sia in grado di definire un’estetica ben precisa e mai lasciata al caso, attraverso cui ricostruire le turbe mentali e comportamentali dei protagonisti, in modo da sparigliare più volte le carte e confondere lo spettatore quasi impercettibilmente. Il gioco di ruoli ha i suoi tempi, le sue armonie, qui perfettamente scandite da un montaggio serrato e preciso, da una sceneggiatura mai claudicante (a firma dello stesso regista), che sa quando sferrare i propri colpi e quando, invece, lasciare che siano i personaggi a indirizzare la storia con, magari, una mossa avventata.

Gli eventi che si succedono in Regali da uno sconosciuto -The Gift hanno le sembianze della ripetitività, eppure sfuggono al controllo di una coppia solo all’apparenza tranquilla: sottile e puntuale il lavoro di Rebecca Hall e Jason Bateman, quest’ultimo distante anni luce dai ruoli solari (e finanche demenziali) che ne hanno caratterizzato la carriera finora. Chi ruba la scena, tuttavia, è la prova dello stesso regista/attore, che da deus ex machina si affida un ruolo disturbante e contraddittorio; quello di Gordo Mosley è il Max Cady dell’era digitale (non è un caso che la causa scatenante delle sue azioni sia così visceralmente attuale), dotato quindi di una sensibilità che mancava al rozzo galeotto interpretato da Robert De Niro nel remake di Martin Scorsese, ma anche di un’imprevedibilità sconcertante e ben più pericolosa. «Occhio per occhio», ripete Gordo, sospettosamente interessato ai coniugi da poco trasferitisi da un condominio di Chicago in una casa lussuosa a Los Angeles, protetti da una carriera di successo, ma tutto inequivocabilmente basato sull’amoralità del sistema americano e, in senso lato, dell’umanità nel suo complesso. Se il senso edonista che contraddistingueva la scalata al successo dell’era reaganiana era perlomeno giustificato dai tempi e da un lavoro mai messo in discussione (seppur con le sue gravi ripercussioni), qui è dettato dal caso e da un senso di onnipotenza che sarebbe impossibile giustificare e accettare. Così la vittima diventa carnefice, oppure lo è sempre stata, e i nostri occhi vedono quello che scelgono di vedere, guidati da un’insicurezza scatenante paranoie e incubi che in realtà sono manifestazioni di un’instabilità emotiva derivante dall’amoralità dei tempi. Scegliendo di suggerire anziché mostrare, Edgerton vince la sfida di costruire un film solido, classico, in grado di lasciare aperto il campo delle speculazioni, usando il genere (quasi) come un veterano del settore. Tutto questo, lascia ben sperare per gli sviluppi di una carriera che è già partita in quarta.

Presentato in anteprima a Los Angeles lo scorso luglio, Regali da uno sconosciuto – The Gift esce nelle sale italiane il 3 marzo 2016, distribuito da Koch Media.

3 marzo 2016
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