• gen
    01
    2012

Album

BBE

Quando nel 2009 era arrivato al primo album Julien Dyne si godeva le sue sperimentazioni beats a base di nu jazz e in Pins & Digits riusciva a raggiungere una bella freschezza d'ascolto con pezzi come Layer degni dei meglio Jazzanova se non proprio iniezioni r'n'b-soul come Fallin' Down. Il producer di origini neozelandesi però nasce percussionista e deve aver sentito forte l'attrazione per quelle superfici wonky che oggi hanno puntati addosso i riflettori dell'hype dalla critica specializzata, o perlomeno di quella porzione maggiormente amante della novità, per cui deve essergli sembrato naturale spostare l'attenzione da contenuti ed emozioni a una più decisa impronta tecnicista, cosa che da un lato l'avrà reso meno distensivo ma dall'altro sicuramente più stimolante e ingegnoso.

Se allora quella per i beats sembrava un'affinità congenita adesso è proprio l'oggetto di uno studio impegnato che coinvolge tutti i recenti fautori dello spessore wonky: Masks tra ritmi collosi e groove sardonici mescola Hudson Mohawke al primo Flying Lotus, Glisten Up con quella tenuta folkeggiante aggancia Onra, il gangstabeat gradasso di Koln3 viene da Samiyam e gli enigmi squadrati di Rago son materia di Lukid. Eppure c'è un filo logico laterale che rende il viaggio più stravagante perché dell'estrazione hip-hop chiama in causa anche il suo profilo più easy listening, nell'accezione soulful di Who Are You insieme alla stella locale Ladi6 o meglio ancora in So Far, con Mara TK dei connazionali Electric Wire Hustle a disegnare l'eleganza del tessuto r'n'b. 19 tracce, diversi cambi di marcia e in mezzo una ciliegina come Candy Apple, l'apertura ambient pop che in un disco del genere non ti aspetti. Bando a umori e ambientazioni, nel wonky la forma è tutto e Glimpse lo dice senza mezzi termini. Convincendo.

29 marzo 2012
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