• lug
    01
    2004

Album

Smalltown Supersound

Se fino a ora Hiorthøy aveva scelto di svelare e svelarsi al mondo attraverso ritmi e melodie, in quest’album il musicista decide di liberare gli inserti concreti lasciando che siano essi stessi a comunicare (o semplicemente a stare) al posto della musica.

For The Ladies è un album di registrazioni sul campo (ovvero di field recording attorno a casa del norvegese) e silenzi cageiani, che sembra voler riecheggiare l’esistenzialismo di Wenders o l’incomunicabilità di Michelangelo Antonioni. Ed è forse in questa chiave, inserendo le telecamere alle orecchie, che un temporale inciso da un garage (o da una cantina) acquista una dimensione aleatoria, una melodia in francese di pochi secondi catturata furtivamente imprime una sensazione o un aereo che passa a bassa quota interroga sul nulla.

Sembra non vi sia un piano in tutto questo, nessuna logica e nessun perché, specie se tra un inserto acustico e l’altro vi sono casuali minuti di silenzio, e soprattutto quando è lo stesso Hiorthøy a dimenticare di togliere un frammento di nastro con i sibili e suoni di quando si maneggia un registratore portatile.

Enigma su enigma è poi il titolo: For The Ladies, per le donne. A quali donne si riferirà Kim? Anche questo forse un riferimento antonioniano? Sentire o ascoltare? A voi la scelta…

1 luglio 2004
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