• mar
    01
    2012

Album

Female Energy

Coprodotto con Philippe 'Zdar' Cerboneschi (vecchia gloria della house francese con La Funk Mob, insieme ad Etienne de Crécy nei mitici Motorbass e successivamente nei Cassius), il disco di debutto di Adam Bainbridge rivanga le posizioni glo-disco dei Delorean e le droga di funk e cultura disco newyorchese, tagliando con spezie f-touch Novanta.

Le striminzite note stampa specificano un'alterità rispetto alle catalogazioni ontologico-musicali contemporanee, ormai diventata un must per svicolarsi da difficili posizioni "di genere" (restare definitivamente taggati come "quelli che fanno quel tale tipo di musica" può essere infatti un pericolo, sia per una sedimentazione su poetiche di nicchia, sia per eventuali fan che non amano le successive ed eventuali innovazioni/mutazioni). Con la patente di omnicomprensività e di massimalismo si viaggia quindi sul sicuro, si può spaziare dal succitato funk (Gee Up) alla ballad cheesy che fa molto french (Anyone Can Fall In Love omaggio inconsapevole alle atmosfere dei primi Air e di Tellier?), dal momento meditativo-spacey-drone (Gee Wiz) al facile ammiccamento wonky-funk con coretto Ottanta (That's Allright) e al ricordo jazzy dei St Germain (nell'opener SEOD).

Un disco che si situa nella media delle produzioni house slo-motion contemporanee, pompando molto bene quando si sintonizza sull'uptempo funk (e qui la zampa di Zdar si sente tutta) e calando molto quando spinge su suoni glo, che piacciono di più su altre consolle. Lo stile potrebbe essere ben definito da un miscuglio di Francia, DFA, coretti pastorali à la Fleet Foxes e sfarzo posh Ariel Pink-iano. Il ragazzo è da seguire, ricordando però che la storia che passa di qua ha origini su un sentire già di suo eclettico e robusto (vedi alla voce F-Communications).

14 marzo 2012