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  • feb
    01
    2007

Album
Dip

Melodic UK

Dip non è soltanto la terza prova solista di Aidan Moffat, ma anche un prima testimonianza musicale in proprio del dopo Arab Strap. Sciolto il sodalizio con Middleton, il cantante riprende in mano il consueto moniker con il quale aveva iniziato alcuni esperimenti elettronici con loop e drum machine, ma questa volta l’impegno è maggiore e soprattutto l’obbiettivo comprensivo e oltre il sintetico.

Dip infatti punta a un cinema sonoro fatto di folktronica, new age, chamber music essenziale e minimalismo. E Moffat questa volta non fa tutto in proprio ma, oltre a suonare percussioni, harmonium e tastiere si fa dare un contributo da alcuni amici quali Alan Barr, Stevie Jones e Allan Wylie (sublime la tromba wyattiana in Gullsong).

Le scenografie viaggiano da un cauto manierismo a soffici slanci celestiali, con un risultato mediamente buono anche se soltanto la titletrack Gullsong è in grado di catturare pienamente. Lì è tutto un fluire di pensieri attorno alla propria terra (la Scozia) come anche Weir’s Way in undici minuti accarezza dapprima un romanticismo mattutino quieto e solare, per poi passare di là, alla luce bianca in una sorta di day after dell’after last drink. Il resto s’ancora un po: Gust, con tanto di pseudocori gregoriani in loop invoca i Popol Vuh nell’idioma dell’ambient-tronica, Ache, è un affare da Rachel’s dimessi, Hike si sgancia da quella serietà con un divertente rondò tra girotondi d’archi sotto una buffa drum-machine in sottofondo. Ma è un gioco e il resto, pur apprezzabile, non supera la più che sufficienza.

1 febbraio 2007
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