• ott
    01
    2009

Album

L’Eubage

Hanno un curriculum lungo un chilometro i Lomé da Biella, tra studi accademici sulla voce e il pianoforte, il contrabbasso e la batteria. Con in più un disco d’esordio alle spalle (Fiori su Marte) e una partecipazione al doppio CD Bruno Lauzi e il Club Tenco. Tutto in linea con un percorso istituzionale che ovviamente trova la sua massima espressione nella musica del gruppo, anch’essa impeccabile, pulita, tradizionalmente sperimentale, tecnicamente ineccepibile. Un coacervo di funk, jazz, elettronica, musica d’autore, progressive, rock – si, c’è tutta questa roba dentro a La Ragione (non ce l’ha nessuno) – che mette in mostra un bagaglio tecnico da far paura pur suonando, allo stesso tempo, piuttosto sterile. A meno che non siate affezionati cultori del Conservatorio e delle sue politiche, non abbiate bisogno di un modello per verificare i vostri progressi nello studio dell’armonia o non siate tra i tanti che pensano ancora che per fare buona musica si debba per forza “smanettare” il più possibile sullo strumento.

Fa specie che uno dei migliori episodi del disco sia una Anche gli scheletri possono salvarsi teatrale e visionaria (alla maniera degli Avion Travel, per intenderci) ma non a caso grammaticalmente poco affascinante. Come fanno riflettere i continui rimandi alla tecnica (vocale, pianistica) che si leggono sul MySpace del gruppo e su cui si potrebbe essere anche essere d’accordo, se fossero accompagnati da contenuti di valore (Quintorigo docet).

Il fatto è che in questo senso La ragione (non ce l’ha nessuno) non soddisfa le richieste, pur non potendosi definire in assoluto un brutto disco. Lo specchio di un modo di intendere la musica che fatica a stimolare qualsiasi tipo di reazione, pero’, si.

25 ottobre 2009
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Lomé

La Ragione (non ce l’ha nessuno)

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