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  • mar
    01
    2012

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Universal

Era una che le mode le lanciava Madonna. Negli 80s rappresentava il modello femminile da seguire se si voleva avere successo. Nei 90s, con l'esplosione di trip hop e Bjork, era la diva post moderna di Ray Of Light, ad oggi probabilmente la sua opera più riuscita. Sul finire della decade, con le nuove teen-star (Britney Spears, Christina Aguilera) che invadevano le chart, lei tornava popstar e ridettava legge con Music.

Nel post-11 Settembre, arriva la moda anti-Bush, il rap in high-rotation su MTV. Qualcosa non gira più per il verso giusto. Arriva il mediocre American Life, seguito da una serie di polemiche scacciate solamente dal successivo Confessions On A Dancefloor, che sfruttò l'onda dance. Nel 2007 toccò al Timbaland-sound (Justin Timberlake e Nelly Furtado), l'anno successivo uscì Hard Candy con risultati decisamente scadenti su tutti i fronti. E arriviamo al presente, dopo quattro anni di tra$h-electro-pop (Lady Gaga, Katy Perry, Kesha), di fenomeno M.I.A e, recentemente, della riscoperta della melodia (Adele, Lana Del Rey). Quale direzione seguire con MDNA?

I brani presentati in pre-release – l'infantile cheerleader-pop di Give Me All Your Luvin' (con M.I.A. e Nicki Minaj), la banale ringtone-dance di Girl Gone Wild – e il primissimo snippet diffuso in rete (Superstar e l'agghiacciante chorus "uh la la, you're my superstar. Uh la la, love the way that you are" ) delineavano nel peggiore dei modi un ritorno al pop da intrattenimento spicciolo, decisamente macchiettistico (come dimenticare la Cher di Believe?). Tre dei brani più insulsi di un lotto che spinge sulla cassa dritta sia in I'm Addicted che in Gang Bang, la prima debitrice dell'house di qualche anno fa, la seconda – più interessante – dal suono maggiormente marziale ed erotico (e non manca neanche il break in fake-dubstep).

Ancora in compagnia di Nicki Minaj, siamo in zona American Life (quel passaggio "I tried to be…") nel pseudorap di I Don't Give A, in zona Beautiful Stranger in I'm A Sinner, nel dancefloor truzzo in Turn Up The Radio (con la mano di Martin Solveig a darci pesante), va meglio con William Orbit al desk: nella ballad cristallina Falling Free, negli eighties di Love Spent e nella traccia – inclusa nel film W.E. – dal vago sapore anni '90, Masterpiece. Le tracce aggiuntive contenute nella versione deluxe non fanno altro che aumentare la varietà a dimostrazione che MDNA è l'ennesimo album di produttori più che di musicisti.

Un passo avanti rispetto alla debacle di Hard Candy, Madonna 2012 è una star stagionata che non sa bene dove e a cosa aggrapparsi per mantenere la pesante quanto fastidiosa nomea regina del pop. Pur d'accontentare il suo pubblico, a costo di annaspare tra frivolezze pop e dozzinale dance, ha perso la capacità di guardare al futuro e d'osservare il passato nella giusta prospettiva.

20 marzo 2012
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