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    01
    1984

Classic

Inteam

La partita a scacchi più importante per Manuel Göttsching sta in E2-E4: il debutto a suo nome dopo la militanza negli Ash Ra Tempel e negli Ashra. La prima sfida da solista dichiarata sulla carta (perché già comunque da tempo lavorava in solitaria), registrata nel 1981 ma pubblicata solo tre anni dopo. Una traccia di circa un’ora che diventa la base per tantissime deviazioni nate durante e dopo gli anni Ottanta: il singolo Sueño Latino dell’omonimo gruppo italo house (Gemolotto, Collino, Rizzati e Persi), una delle hit della musica balearica di sempre, con la winter version nella quale lo stesso Göttsching suona di persona la chitarra; moltissima techno, tanto che Derrick May userà proprio questa traccia in uno storico remix che trasporta le istanze post-kraut nella musica di Detroit tout court; e poi anche il sentore new age della delusione post-sessantottina, che all’inizio dei Novanta troverà il suo apice.

In un’intervista con Red Bull Music Academy Göttsching dichiara che questo disco è «un pezzo perfetto di musica che fluttua, niente di tecnico. Di solito durante quelle sessioni di registrazione capitava sempre qualche problema: qualche strumento troppo alto o troppo basso, qualcosa si rompeva o suonava il telefono e si era costretti a interrompere. In quest’ora tutto è perfetto». Il lavoro viene registrato a Berlino presso lo studio ROMA il 12 dicembre 1981. La storia/mito narra che Manuel abbia registrato questa session per ascoltarla durante il viaggio in aereo che lo separava da un concerto con Klaus Schulze, collega negli Ash Ra Tempel, con cui avrebbe suonato il giorno successivo. Manuel entra in studio con una chitarra e improvvisa su due accordi (mi2 e mi4, E2-E4 in notazione alfanumerica, questa una delle possibili spiegazioni del titolo) sopra una base di synth. Registra un’ora e la riversa su nastro, per ascoltarla in aereo. Di questo pezzo non parla per anni con nessuno, fino a quando non lo fa sentire a Richard Branson nella sua barca. L’aneddoto – raccontato dallo stesso Manuel nelle note di copertina della ristampa – narra che il patron della Virgin in quel momento stesse cullando la figlia, che ascoltando il pezzo si addormenta. «Manuel, puoi fare una fortuna con questa musica»: questo il commento a caldo (la prima stampa del disco sarà comunque pubblicata dalla Inteam dell’amico Schulze).

Il lavoro è un unico pezzo della durata di circa un’ora che può essere idealmente diviso in tre parti: la prima (la tesi) contiene un gioco ritmico di synth, la seconda (l’antitesi) mette in prevalenza la chitarra sulla base di synth con un assolo che mescola Clapton e Gilmour agli esperimenti già proposti in precedenza con gli Ash Ra Tempel (Inventions for Electric Guitar del 1975) e con gli Ashra (New Age of Earth del 1977). Infine la sintesi, il mix di elettronica e chitarra che connette insieme i due mondi (l’analogico e il digitale) e conclude in una nuvola estatica, meditativa e sempre più vicina a un soprannaturale che in qualche istante viene toccato.

La partita a scacchi è sempre una sfida contro la propria intelligenza, contro se stessi e pure anche contro la morte. Nell’intitolare il disco solista con la più classica delle aperture del gioco (pedone davanti al re in avanti di due caselle), Göttsching dichiara di mettersi alla prova contro se stesso. Il titolo è anche un tributo alle macchine e al padre: Manuel pensa alla mossa più comune (e2-e4) quando il genitore gli insegnava a giocare a scacchi, ma a questo ricordo mescola le prime nozioni di programmazione in linguaggio Basic che utilizzava con il suo Apple II. Il musicista ha dichiarato che quando si programmavano le sub-routine dei programmi, ad esse veniva assegnato un numero esadecimale, che comprendeva cioè cifre e lettere dalla A alla F. E2-E4 rappresenta quindi anche la possibile denominazione di un programma.

Umano (il gioco degli scacchi) e macchina (la programmazione in Basic) che si uniscono in un classico della musica tout court. Non c’è genere che tenga per descrivere un’epifania così immediata ma nel contempo, proprio perché improvvisata (l’assolo di chitarra è stato infatti registrato senza overdub), così sorprendente per la freschezza e la maestria della conduzione delle parti. E2-E4 non è troppo ripetitivo come certi pezzi precedenti dello stesso Manuel, non è troppo pretenzioso, è una bolla che non scoppia, sempre al limite fra il troppo e il troppo poco, fra la possibilità di aggiungere ancora qualcosa e il togliere il superfluo. Questo pezzo sta nel punto di mezzo fra il pressapochismo e l’ostentazione: un baricentro che lo eleva a punto di non ritorno, spora che genera mondi nuovi e progressivi. Il particolare che sorprende all’ascolto oggi, dopo 35 anni, è che il pezzo suona molto più fresco di tante altre uscite del periodo (pensiamo ad esempio a Computer World dei Kraftwerk, uscito nello stesso anno).

L’unica pecca (abbastanza vistosa) della ristampa è l’assenza delle versioni da club, che avrebbero potuto far sentire le direzioni aperte dal pezzo. Comunque, qualità del suono sopraffina in questa versione di un classico imprescindibile. La ristampa sull’etichetta personale di Göttsching esce in formato CD, LP a 180 grammi e in un’edizione speciale con un DVD della performance al Metamorphose Open-Air Festival del 2006, prima rappresentazione dal vivo del pezzo.

23 ottobre 2016
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