• mar
    01
    2007

Album

!K7

Quando Matthew Herbert ci si mette è capace di tirar fuori dal suo repertorio di tutto. Questa volta, a distanza di nemmeno un anno dall’ultimo Scale, si presenta con un sunto di tutto l’estro messo al servizio del dorato mondo del cinema per un arco di tempo che copre i dieci anni.

Ma, attenzione, non le mega produzioni hollywoodiane, bensì piccoli film indipendenti, piuttosto che spettacoli teatrali o cortometraggi, partoriti da un’Europa che in questi diciassette brani profuma di Mediterraneo. Pensate all’Herbert di Goodbye Swingtime in vacanza in Spagna oppure investito dalla sindrome di Stendhal al Louvre di Parigi e vi sarete avvicinati alle atmosfere di Score. La magniloquenza disperata di Funeral, lenta e melanconica il giusto per sottolineare una scena drammatica, oppure lo swing impastato di elettronica di Running From The Credits, con signore in abito da sera e signori impomatati, e la gigantesca sala da ballo di Rivoli Shuffle, su cui non ci dispiacerebbe immaginare un Fred Astaire fare uno dei suoi numeri, magari insieme al Frank Sinatra di Singing In The Rain, qui in versione aggiornata 2050. Finendo all’alba con il tango struggente e appassionato di Cafe De Flore (Trio Reprise), che lascia per strada le vestigie lounge di cui l’aveva ricoperto Doctor Rockit facendone una hit.

Non un nuovo e imprescindibile lavoro, ma un altro tassello da aggiungere a quel complesso puzzle di nome Herbert.

1 marzo 2007
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