• gen
    01
    2007

Album

Barsuk

I Menomena da Portland sono un trio refrattario alla banalità, se è vero che il loro nome non ha altro senso e spiegazione che non rammentare la celebre Mah Nà Mah Nà di Piero Umiliani, mentre il titolo del loro primo album (I Am the Fun Blame Monster!, 2003) altro non è che l’anagramma di The First Menomena Album.

Cosa aspettarsi dunque da una band siffatta se non una musica composita, genialoide, sconcertante? Infatti. Immaginate un acceleratore di particelle alimentato dalla tracotanza struggente dei Blur e dal fantasmagorico intruglio black-prog dei TV On The Radio, quindi mettetelo all’opera su canovacci pop/wave alla maniera dei Wire (Wet And Rusting), futuristiche fanfare per vaticini Peter Gabriel e grumi noir Morphine (Airaid), marcette circensi su attoniti sfondi Radiohead (Boyskouts Sweet Boyskouts), smanie teatrali Tom Waits mischiate all’ipertrofia blues-rock degli ultimi Beatles (The Pelican), folk soul immersi in una glassa cangiante Mercury Rev (Evil Bee) e languori Flaming Lips narcotizzati gospel (Rotten Hell).

Il tutto col drumming costantemente sopra le righe, le chitarre nevrasteniche, i barriti di sax, le traiettorie smerigliate dei synth e quelle tiepide degli hammond, i glockenspiel, le lap steel, i pianoforti, i violoncelli…
Tutto cospira a comporre un mosaico di simultaneità e compresenza, l’intero repertorio pop/rock a disposizione con una rapidità ed un’efficacia inedite, quel che ci dicono in ogni istante questi tempi d’ascoltatori mai tanto facoltosi e ascolti fin troppo fuggitivi. Ai Menomena va il merito d’esserne interpreti entusiasti, probabilmente anche genuini.

20 gennaio 2007