• apr
    07
    2017

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BMG

A ben guardare la copertina del nuovo disco di Mike + The Mechanics, l’uomo che vi compare e dovrebbe far pensare o dare l’idea di volare – come da titolo – in realtà pare precipitare nel vuoto. Forse quel titolo doveva essere Let Me Fall e per colpa del T9, o di qualche copista sbadato, si è trasformato in “Fammi volare”. Già, perché la sensazione che offre la grafica, ascoltando il disco, diventa certezza.

Erano cinque anni che Mike Rutherford non metteva il cospicuo naso dentro uno studio di registrazione (anche se per lo più questo disco è stato registrato con scambio di file tra i musicisti), e avrebbe fatto bene ad aspettarne altrettanti. Di dodici brani che compongono la cosiddetta nuova fatica della band, non c’è nulla di ispirato. Qualcosa che dia una scossa, un brivido, che aiuti la palpebra a non calare per chiudersi definitivamente ben prima della fine. Nel caso di questo disco la vera fatica, va detto, è quella dell’ascoltatore. Il problema non è che Mike Rutherford è un ex Genesis e da lui e dai “meccanici” – nessuno dei quali degno di una scuderia di Formula 1 musicale, tutti comprimari e probabilmente “yes man” – ci si aspetti la nuova Supper’s Ready. Vuoi fare il pop, vecchio Mike? Benissimo, fai il pop. Ma che si tratti di pop, rock, progressive, salsa, gamelan, o liscio romagnolo, fallo quando sei in condizione. Altrimenti salti un turno, come al Monopoli. E tiri i dadi fra altri cinque anni. Magari dieci. Magari smetti, ché il momento della pensione arriva per tutti.

Dio benedica Bill Bruford per la saggia decisione di mollare al momento giusto, lasciando uno splendido ricordo. Ma veniamo alla tracklist: The Best Is Yet To Come è una canzone che forse potrebbe fare comodo a Conchita Wurst qualora volesse riprovarci con l’Eurofestival; Are You Ready, High Life, Not Out Of Love e I’ll Be There For You, si reggono sull’inconsistente modo di (non) suonare la chitarra del leader; Let Me Fly prova ad applicare la formula The Living Years venticinque anni dopo; Save The World – il cui ritornello rimanda a Time After Time di Cyndi Lauper – e Save My Soul fanno parte di quegli infausti tentativi applicati ai Genesis rantolanti dell’ultimo capitolo, Calling All Stations, di recitare l’Amleto travestiti da Pulcinella; Love Left Over è una lagna da adolescenti al primo bacio con l’apparecchio per i denti; Wonder, Don’t Know What Came Over Me e The Letter sono il già sentito di Mike & The Mechanics, che si autocitano (probabilmente inconsciamente), autosmembrano e autoricompongono, ma purtroppo con lo stesso risultato degli altri brani.

Dal 7 aprile 2017 il dizionario dei sinonimi, alla voce “inutile” – oltre a futile, vano, inadatto, infruttuoso, ozioso, inane, perduto, inefficace, inconcludente, infecondo, inservibile – affianca sicuramente Let Me Fly.

19 aprile 2017
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