• feb
    01
    2007

Classic

Echokammer

Il pop è un enigma dalle continue capacità rigenerative, laboratorio perenne dove confluiscono e si mescolano sogno e realtà, passato e futuro. Addizionato del prefisso “retro”, ha regalato cose importanti a partire da quell’imprecisato momento di metà anni Novanta in cui molti s’infatuarono di cinematismi sonori, ironia e musiche “esotiche”. Passati i clamori restano oggi i più forti del lotto, come le teutoniche Moulinettes, trio di ragazze attive dal 1996 cui in seguito s’è aggiunto un giovanotto. Quartetto di talento che da sempre s’affida alla lingua madre per il cantato e mescola disinvolto le suggestioni di cui sopra, coglie l’occasione del decennale di carriera per pubblicare una ricca antologia che pesca bene lungo tre album, svariati singoli e collaborazioni. Produzione discografica parsimoniosa, dunque, perciò di valore uniformemente elevato, che senza inventar nulla di nuovo gode di una scrittura eccellente e offre gustosi confetti che si infilano pian piano sotto la corteccia cerebrale fino a diventare presenza fissa.

Musica che, com’è giusto, si fa forte del proprio sorridente citazionismo, e attraversa con classe estrema i propri passaggi obbligati: colonne sonore (Deep Down, poco noto gioiello acid lounge di Morricone), tropicalità un po’ disturbata (Immer Nie Am Meer), echi di girl groups dei Sessanta (Meine Liebe Ist Wie Ein Asylantrag). Tutti sapori armonizzati con somma maestria dagli Stereolab, qui band di riferimento ricoperti di fiocchi (Zaubervogel Barbie, sulla bambola più famosa del globo) e svolazzanti la-la-la (Drei Mädchen) o sottoposti a trapianti di jazz da cool generation (la briosa Der Letze Spieltag, Du Fliegst Hoch,Reini Furrer), techno-pop scioccamente geniale (Liebe Auf Dem Land) e marcette alla Sean O’Hagan (Cary Grant). Ci si prende poco sul serio, ed è un valore aggiunto, aggirandosi tra canzoni sugli ormoni e storie adolescenziali (la fenomenale – in italiano! – Alfio Brambilla racconta l’amore estivo di una delle signorine sul lago di Lecco…), saggiando le moderne ossessioni e pescando nell’immaginario vintage, ottimista però malinconico, fatto di mobili in plastica e minigonne, letti rotondi e monoscopi.

Infine, poiché al cuore non si comanda, mentre lodo le inattese ombrosità velvetiane della fenomenale cover di Hildegart Knef (chi?) Gestern Hab’ Ich Noch Nachgedacht, spezzo una lancia a favore di Herr Rossi Sucht Das Glück, sigla del cartone animato di Bruno Bozzetto Il Signor Rossi, che col suo “viva la felicità, chi la cerca non ce l’ha…” accompagnò numerose mie ore felici qualcosa come trent’anni fa. E siccome irradiare di nuova vita i ricordi è prerogativa del miglior pop, avrete inteso che qui ve n’è in abbondanza, se da centellinare o mandar giù d’un fiato vedete voi. Nice is the new cool direbbero Die Moulinettes, e concordo in pieno.

15 febbraio 2007
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