• mag
    01
    2012

Album

Sub Pop

Dopo mesi di forte hype basato su alcuni ottimi singoli, gli svedesi Niki & The Dove arrivano alla fatidica prova del nove: l'album di debutto su Sub Pop, Instinct.

Il nucleo principale della band di Stoccolma è formato da Malin Dahlström e Gustaf Karlöf, rispettivamente cantante e tastierista di un progetto che live si presenta sul palco con tanto di percussionisti – Magnus Böqvist è ormai membro fisso – e ballerine.

L'esoterismo trash-kitsch dell'artwork di Instinct ben sintetizza lo spirito e la proposta degli scandinavi: electropop dal sapore europeo, furbo e orecchiabile ma pieno zeppo di intuizioni apprezzabili. I Niki & The Dove sono infatti l'ultimo passaggio – forse anche più sincero di altri – di tutta la scena female-artpop post-Kate Bush che spesso tende a prendersi fin troppo sul serio, infatti, contrariamente alle sfuriate dark di Zola Jesus, Malin e Gustaf mettono tutto alla luce del sole, eccessi pop compresi.

Le origini svedesi – Robyn, The Knife/Fever Ray ma anche Abba e Ace of Base – non vengono mai tradite, nonostante Malin faccia sfoggio di timbro vocale che la fa sembrare una sorta di Björk in versione dancefloor (come Karin Park del resto). Il podio catchy del disco è formato da brani già usciti negli ultimi due anni: l'europop della primogenita DJ Ease My Mind, la club-convulsiva The Drummer e il ritmo incalzante di The Fox. In questi ultimi due brani si può notare tra l'altro l'interessante utilizzo delle percussioni, a creare metronomie particolari e contemporaneamente funzionali.

Nei rari casi in cui non trovano l'immediatezza melodica o in cui la patina pop si fa un po' troppo spessa (In Our Eyes), riescono comunque a sorprendere – Gentle Roar e Mother Project sono esempi perfetti – a livello di sound e produzione. Chiude Under The Bridges e la sua lunga coda tribal-disco.

Sicuramente frivolo e leggero, sarà in realtà uno dei più frequenti scheletri nell'armadio di questo 2012, trascinante e appicicoso come poche altre cose uscite ultimamente… e c'è già chi segue le loro orme: Zhala.

2 maggio 2012
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