• nov
    11
    2016

Album

Northern Spy Records

Per chi si interessi (grossomodo) di rock e reiterazione, questo What’s Your Sign? rischia realisticamente di essere una sorta di sogno bagnato. La band che ha indissolubilmente legato la propria esperienza sonora a un certo modo di pensare il rock (con Each One Teach One vertice zenitale di tale approccio) e il compositore “stratifica-chitarre” d’area minimalista – due “genre-obliterating renegades” li definisce argutamente la press – si sono (ri)trovati in studio anni dopo una collaborazione on stage (l’Ecstatic Music Festival newyorchese) decisi a non fare prigionieri. Spiriti affini oltre ogni più rosea aspettativa, nonostante i dubbi di Chatham affidati alla press e legati all’ambito “troppo rock” degli Oneida, i newyorchesi e il parigino d’adozione hanno sciorinato in sei lunghe tracce di inclassificabile free-rock tutto l’arsenale a propria disposizione, tra rock ferino, digressioni noise, minimalismo newyorchese e attitudine open-minded, riuscendo in pratica nell’impresa di risultare matericamente rock, carnali, fisici, rudi e insieme cerebralmente ricercati.

Le reiterazioni cicliche del noise rock straight in your face dell’opener You Get Brighter mettono subito su binari classicamente oneidiani il confronto/incontro, ma già le slabbrature incancrenite della seguente Bad Brains – uno sfaldamento continuo del suono pesantemente alterato in modalità electro-noise – e la destrutturata The Mabinogian accennano a un amalgama quasi naturale tra due mondi limitrofi ma – e ritorniamo ai dubbi del compositore – spesso incapaci di dialogare con efficacia. Efficacia che, più che nella doppietta di chiusura Civil Weather e A. Philip Randolph and Back Bay Station – deliri mobili, privi di un centro evidente, eccentriche visioni ispirate dal free-jazz dei 60s per ammissione degli stessi protagonisti (con la prima che è un bel frullato di ritmiche libere e doppia tromba, Hanoi Jane e Chatham al comando) – trova nella centrale Well Tuned Guitar la rappresentazione plastica del perfetto equilibrio tra i protagonisti e la coniugazione delle proprie visioni sonore: quasi 10 minuti di psych-rock-wave inacidita e psichedelicissima tra cifre minimalistiche, reiterazioni fulminanti e continui singulti che sono la più perfetta (e ipotizzabile, per i più speranzosi) e finita combinazione possibile dall’incontro di tali titani.

30 novembre 2016
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