• giu
    12
    2015

Album

Folk Wisdom

Sviluppatosi da un lavoro sui soundscapes sponsorizzato nel 2011 dalla Provincia di Torino, il progetto AirEffect ha preso via via sempre più peso specifico, fino a diventare un album che chiude il cerchio, anzi il triangolo: cogliendo per strada la preziosa occasione di coinvolgere nel progetto un personaggio del calibro di Christian Fennesz, Stanislao Lesnoj e SmZ (moniker dietro i quali opera il duo torinese OZmotic) mettono qui a frutto il loro lungo curriculum maturato nell’ambito dell’ibridazione tra i generi e le ispirazioni (il jazz contemporaneo, il sound design, le arti performative) e gettano le basi per uno sviluppo di carriera dal respiro internazionale.

Dalle registrazioni in studio del trio alla pubblicazione dell’album sono passati quasi due anni: il tempo di padroneggiare tutta la filiera di produzione dei suoni (nel disco presentati in tutta la loro nitidezza e profondità), di legare e levigare il tutto (l’album si compone di due suite, una per lato del vinile, e di un epilogo riassuntivo disponibile nella versione digitale) e di risolvere i vincoli contrattuali di Fennesz. La presenza dell’austriaco, che avevamo lasciato alle prese con un David Sylvian particolarmente ispirato (l’ottimo There’s a light… di fine 2014), non è qui né prevaricante né superflua, integrandosi perfettamente nella visione d’insieme. Il risultato finale è un non scontato mix tra disparati field recordings (naturali e antropici: il gorgoglìo del vino che fermenta nelle botti, il bramito del cervo in amore, le voci del mercato di Porta Palazzo…), elettronica glitch e strumentazione standard (le percussioni di SmZ, il sax soprano di Stanislao, le pennellate di chitarra trattata via laptop di Fennesz), che non si ferma all’astratta composizione elettroacustica (il potente e preciso incipit di Ferment_action) ma periodicamente si coagula in forme più accessibili (accordi, ritmi, linee melodiche).

Nell’utilizzo di una tavolozza così larga si corre qualche rischio, con veniali passaggi fuori misura (la “corsa campestre non competitiva” che emerge dal cut-up o la didascalica drum machine di Run To Ruin, l’inglese scolastico del recitativo dell’Epilogo), ma è proprio in questa apertura ed estensione d’intenti che risiede il valore e l’originalità del lavoro: situato in terra di nessuno tra ECM e Editions Mego, AirEffect risulta di non semplice collocazione (come gli stessi OZmotic, intervistati, riconoscono), e in ragione di ciò disturba e affascina.

12 giugno 2015
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Effetto Fennesz. Intervista agli OZmotic.

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