Live Report

Preceduto da giornate di preparativi nel club e da una prima assoluta al L'Etrange Festival di Parigi (il 6 settembre), i riformati Pop Group approdano in suolo italico travolgendo la folta folla di astanti del Locomotiv con una miscela che idealmente spacca funk punk e il dubstep dei 00s. 

Fuori dal tempo, il Pop Group ci rientra e lo fende come una lama. Non si sincronizza con esso ma lo fa a pezzi. Un concerto potente, inevitabilmente più "professionale" rispetto a quanto sentito nei due album in studio della band. Meno tribale, più improntato sulla triangolazione funk-dub-rock che non sulle vampate avant jazz dell'esordio. E se questo era ampiamente prevedibile, la compensazione si traduce nella forza con la quale Mark Stewart (voce), Gareth Sager (chitarra e fiati), Dan Katsis (basso) e Bruce Smith (pelli) ripropongono We Are All Prostitutes (rispedendo i !!! a lezione), She Is Beyond Good and Evil e We Are Time.

C'è spazio per tutta la lezione più radicale dei fine Settanta bianchi nella musica dei rinati Pop Group: nei momenti più soundsystem sbucano le Slits; tutto l'immaginario On-U è riacceso dall'emulo di Adrian Sherwood al mixer, i fiati che ululano No New York riportano ai Contorsions di James White, mentre il funk più coriaceo della sei corde parla la lingua dei "rivali" agit prop Gang Of Four.

Il pubblico è contento, se non estasiato. L'età media, contrariamente chessò alla reunion dei Suicide nel 2000, è piuttosto alta: si va dai trentenni a cinquantenni e i giovani reali sono davvero pochi, segno che questa reunion è arrivata tardi e che ci siamo trovati davanti a un revival con il fumo negli occhi spruzzatoci da Mark Stewart, che da mesi sbandiera un nuovo album a suon di dubstep e metal – laddove le uniche tracce inedite della performance si distinguono per un accenno di cassa rullante drum'n'bass.

Un po' poco per parlare di "nuovo". Del resto, oggi, come sappiamo, anche il revival del post-punk (e soprattutto il funk punk di !!!, Rapture e co.) è definitivamente storicizzato. Il live del Pop Group duemiladieci diventa la rappresentazione in vitro di un mondo perfetto di funk e inni di ribellione, rivolta sostanzialmente allo stesso pubblico di allora. E gli altri stanno a guardare, a bocca aperta.

15 settembre 2010
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