• mag
    01
    2012

Album

Universal

“Now Teenage winter’s comin down / Teenage winter throws a gown / Over every place I’ve been / And every little dream, forever”

Christmas album, soundtrack, compile, remake e un ep a richiesta (per aiutare Rob Stanley a completare la compilation per la serie “Now That's What I Call Music”), evidenze su evidenze che, dal 2005, avvaloravano la tesi dello scioglimento e una splendida Teenage Winter, contenuta nell’ultimo Tales from Turnpike House, a chiuderne in bellezza la carriera.

I rumor di scioglimento, puntualmente circolati da allora ad oggi, vengono finalmente sconfessati da un album che ricomincia proprio da uno spoken, perfetto gemello – in positivo – di quella canzone. Over The Border ripropone la stessa mania per i dischi (e la cultura pop inglese) nel testo e il medesimo canovaccio tra parole e chorus melodico. Ancora l’ossessione per il passato è protagonista nella carriera dei St. Etienne ma se, parafrasando il testo, “Marc Bolan non sarà più così importante quando Sarah avrà marito e figli”, l’amore è un qualcosa di eterno, esattamente come il pop.

La magia della canzone pop che ti entra in testa fin da bambino, plasma la tua visione del mondo e ti condiziona tutta la vita non fermandosi alla gioventù, è dichiaratamente l’obbiettivo dell’album, come afferma anche il trio nel comunicato stampa. Words and Music è un atto d'amore verso un sogno melodico, anzi, una scelta di vita secondo le sue promesse d’incanto quotidiano.

I rinnovati propositi si traducono in un album prodotto in collaborazione con uno stuolo di rodati producer/songwriter capaci di riportare, su un piano dance pop, i livelli di eccellenza del precedente lavoro: Ian Catt – vecchia conoscenza del trio -, Richard X – già remixer del loro primo album re-intitolato Foxbase Beta e co-autore dell’inedita Method Of Modern Love (contenuta nel best London Conversations: The Best of Saint Etienne) -, Tim Powell – al lavoro anche con Danii Minogue e Pet Shop Boys – e Nick Coler, storico membro dei KLF (ma anche co-autore e producer di hit single per Kylie Minogue, Girls Aloud, Sugababes, Alesha Dixon e Pet Shop Boys), .

Lontani dalla pasta pop-rock e i sofisticati arrangiamenti beachboysiani con i quali li avevamo lasciati nel 2005, i nuovi St. Etienne continuano il discorso sintetico intrapreso nel 2009 con Richard X e nel solco della miglior Minogue (con la quale la maggior parte dello staff qui coinvolto ha avuto a che fare). Il filo rosso è il sunto massimo del pop sintetico made in england: dialoghi a distanza con New Order (Dj, Popular), Pet Shop Boys (When I Was 17) e tutto il portato della cosa, ovvero eurodisco (I’ve Got Your Music, Last Days Of Disco), sponde house (Heading For The Fair) e una puntata di rilassato infuso disco (Last Days Of Disco). E’ quanto basta per mettere nell’angolo l’intera l’infornata di superstar in ansia da gioventù – da Madonna a Kyle Minogue compresa – con una tracklist solidissima, completata da buoni ganci 60s pop di lungo corso (Haunted Jukebox) e aperta idealmente dall’algido e purissimo singolo Tonight (co-scritto e prodotto con Powell).
"This could be my life this could save my life / I can hardly wait / Maybe they'll open with an album track / Or a top five hit no turning back". In più di vent’anni, mai un fallimento per Bob Stanley, Pete Wiggs e Sarah Cracknell. Tra i migliori autori pop della loro generazione.

16 maggio 2012
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