• mar
    01
    2005

Album

Thrill Jockey

Tempo di progetti solisti per i membri dei chicagoniani The Sea And Cake. Dopo la recente uscita di Wilderness ad opera del chitarrista della band Archer Prewitt (al quinto disco, tra i quali segnaliamo In The Sun del ’97 e Gerroa Songs del 2000, entrambi su Carrot Top) ora è il turno del cantante, ma anche pittore e fotografo, Sam Prekop. Rispetto al suo compagno d’avventura, il cui sound è incentrato prevalentemente sul pop degli anni ’60 con fortissimi rimandi beatlesiani (à la Elliott Smith, per intenderci), Prekop è autore di canzoni molto più contaminate e stratificate, che richiamano di volta in volta a livello di arrangiamento e struttura del brano, il jazz, la bossanova, il folk, il pop d’autore venato di soul, ed, ovviamente il post-rock. Ma la caratteristica principe e principale di Prekop è la sua splendida voce, un po’ crooner un po’ soulman, sicuramente molto espressiva, dotata tecnicamente e perfetta nel rimanere sempre sull’emozione senza mai scadere nella svenevolezza.

A distanza di cinque anni dal suo omonimo esordio come solista, l’ex leader dei seminali Shrimp Boat (il loro disco del 1993, Cavale uscito per la Bar/None, può essere considerato come uno dei primi esempi del suono post, che si stava plasmando e delineando a Chicago in quel periodo), ritorna, dopo aver sfornato nel frattempo due dischi ed un mini con il gruppo madre, e aver visto crescere notevolmente la propria carriera di artista figurativo (ha infatti esposto i propri lavori alla Clementine Gallery di New York, e al Centre Pompidou di Parigi), con l’entusiasmo e la convinzione di bissare il successo (soprattutto di critica…) dell’uscita precedente.
Per l’occasione si è avvalso della collaborazione di Josh Abrams al basso (membro dei Town & Country), del già citato Archer Prewitt alla chitarra, di Chad Taylor alla batteria (Chicago Underground), e di Rob Mazurek alla cornetta (Chicago Underground, Isotope 217), oltre all’apporto in cabina di regia di John McEntire (Bastro, Tortoise, Sea and Cake), uno dei musicisti e produttori (insieme a Steve Albini e Jim O’Rourke) più importanti e coinvolti della scena di Chicago.

Il disco, registrato nei Soma Studio di proprietà di McEntire, si apre con Something, brano che ci riporta direttamente al sound di The Fawn, l’album più elettronico dei The Sea And Cake: intro affidata alla chitarra accompagnata dalla batteria e da gentili effetti elettronici, per poi trasformarsi grazie al cantato in una perfetta popsong per androidi innamorati ma incompresi, con una malinconica coda affidata alla cornetta di Mazurek. Un pezzo veramente ben congegnato e affascinante come pochi. Proseguendo nell’ascolto ci si imbatte nello strumentale post-jazz di Magic Step, per poi arrivare al trittico Dot Eye, Two Medications, Chicago People, dove l’atmostera si fa più rilassata, sorniona, complice un beat più rallentato e dei giochi percussivi che fanno pensare al Brasile (Dot Eye), al post-rock krauto dei Tarwater (Two Medications) ,con la voce di Prekop sempre più protagonista e padrona della situazione. Ad aumentare leggermente il ritmo, ci pensa la bella chitarra effettata di Little Bridges, ma già con A Splendid Hollow si ritorna su atmosfere più contemplative e intimiste, mentre C + F con il suo attacco tortoisiano risulta essere il brano più groovy e spensierato dell’album, impreziosito da un finale fatto di morbida psichedelia. Il disco volge al termine con Neighbor To Neighbor, breve strumentale per solo piano e cornetta, dal forte sapore cinematico, e con lo swing condito da polvere di stelle (Hollywoodiane?) di Density, fino a concludersi con la sospesa e minimale Between Outside.

Undici episodi che sanciscono un ritorno in piena salute per Sam Prekop, il quale, dopo il mezzo passo falso di One Bedroom a nome The Sea And Cake, ha saputo ritrovare l’ispirazione per emozionarci ed incuriosirci, come gli è capitato spesso negli ultimi dieci anni. Who’s your new professor? risulta quindi essere un album imperdibile per gli appassionati dell’artista, ma anche un ottimo inizio per chi si volesse avvicinare alla sua musica per la prima volta (ai quali consigliamo di abbinare nell’acquisto due dischi incisi con la sua band: The Biz e The Fawn, usciti anch’essi per la Thrill Jockey). Grazie di cuore Professore.

1 marzo 2005
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