• ott
    01
    2011

Compilation

!K7

Con A Muthual Antipathy aveva piantato la sua bandiera dentro l’ondata di lusso avuta dal dubstep nei secondi ’00, mentre nel successivo Triangulation aveva detto la parola definitiva sulla deriva techno del continuum. Come patron della Hotflush ha scovato nel 2010 i primissimi vagiti post-dubstep agganciando nomi come Mount Kimbie e i prossimi al debutto Sepalcure del caro Travis Machinedrum Stewart, mentre nella Berlino del Berghain ha diretto le celebri notti Sub:Stance calando la UK bass nel dinamismo teutonico. Paul Rose ad ogni mossa scatena un polverone, per cui è comprensibile che un Dj-Kicks tra le sue mani diventa una specie di focolare intorno al quale riunirsi a discutere di intenzioni, affinità e carattere del producer di origine londinese.

Sono altri i palcoscenici in cui poter far valere l’autorevolezza lato post-step, l’ospitata nella serie !K7 non poteva che diventare un reprise dello spirito Sub:Stance. 32 tracce velocissime, durata media sui 2 minuti e un ventaglio di umori tech-house a coprire l’intero spettro urbano: tagli deep (vedi il Sigha di Let Me In, ma anche Two Ninety One), bass di impronta UK (la wobbley Lost Highway di Badawi, Shorty), mosse disco (Don’t Walk Away From My Love di Mr. Beatnick), protagonismi claps (messi in loop in Shackled), tech-step ancestrale (Surgeon con The Power of Doubt o Breakup di Braille) e ipnosi acid (ci pensa Bossika con Acid Battery), Scuba sfoglia i petali del clubbing correndo da un pezzo all’altro, con salti continui a ribadire la virilità della techno rispetto alle seduzioni house. Nessun intento di mostrarsi raffinato o di levigare l’ascolto, lui si piazza saldamente dietro ai piatti e guarda soddisfatto la pista che si affolla.

Una spanna sulle altre l’arroganza german-tech di Marcel Dettmann (Captivate), le aperture ambient di DBridge (For Tonight), la tech-house che avvolge di Recloose (Tecumseh, ed è di nuovo ritorno acid primi ’90, come lo è del resto la bleep’n’bass di Roska in Leapfrog) e la deep possente e estroversa dell’inedito personale M.A.R.S.. Questa non è la dance buia di Kode9, questo è clubbing for the masses. Fatto da uno dei migliori, però.

17 ottobre 2011
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Dj-Kicks

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