• giu
    01
    2012

Album
108

Nano Rec

Il secondo disco si sa, è sempre uno spauracchio per ogni musicista o band che si rispetti anche nell'epoca dello shuffle e della frammentazione dei formati discografici. La tendenziale aspettativa di un conferma o di una cosiddetta maturità è sempre più inversamente proporzionale al tempo in cui un progetto artistico trova una propria forma espressiva autentica. Le cose si complicano ancora di più quando si parla di artisti che gravitano nel variegato mondo della dance dove il disco è il  traguardo dopo una lunga gavetta a suon di singole tracce, rmx ed Ep. 

In luce a quanto detto finora, il caso di Borut Viola, in arte Scuola Furano, è decisamente paradossale: un esordio a quattro mani (con Marco Busolini) nel 2004 con un disco genuinamente ibrido tra pulsioni pop-house pubblicato da un'etichetta trasversale come Riotmaker records ed un seguito di ep, singoli e rmx fieramente impermeabili all'estetica giovanilistica che ha caratterizzato l'esplosione elettronica italiana negli ultimi 5 anni (CrookersB.B.S.Congorock ecc ecc.). Diciamolo chiaramente, se 108 è il risultato, ben vengano i ripensamenti, il dosaggio con il contagocce delle uscite e soprattutto l'ostinata scelta di concentrarsi sulle proprie ossessioni musicali rispetto alle mode del momento.

La prima novità importante di 108 è una produzione maniacale (Dj Color) che subito lo avvicina ai big dance album dei primi 2000 a cui Borut sembra sempre fare riferimento, ovvero, quelli dei vari Daft PunkBasement Jaxx o Groove Armada; poi c'è il ritorno prepotente delle vocals che contribuiscono a delineare un immaginario solare e rassicurante. Su tutto però, c'è la House in tutte le su declinazioni possibili, dalle origini fino ad oggi passando per Chicago, New York, Parigi e Londra. 

Il disco si apre con un classico radio dj skit dal sapore orgogliosamente mitteleuropeo e la giocosa Beep Pop che sono l'antipasto a Danceteria, prima bomba dancefloor e vero e proprio standard della nuova estetica Furana. Il featuring vocale di Fiorious (Passion Pit area) innestato su solidi beat Chicago ed i tastierismi Saundersoniani disegnano subito l'ossessione sonora di Borut. Questo connubio, guarda caso è una costante anche negli altri 2 singoli straccia pista della raccolta, rispettivamente, On Fire e la Daftpunkiana Follow Me; in questa triade è riassunta tutta l'estetica retronostalgica dell'intero lavoro.

Ma in 108 non c'è solo questo colore, c'è anche la girl-friendly house strumentale di Pollensa morbida come una lady di Modjo o la sognante deephouse di Sunlight, con vocal oniriche da tramonto balearico a firma Xander Ferreira. Sul versante più danceflloor oriented c'è la leggerezza di numeri old school come Kendou e l'antemica H.O.U.S.E che tra jackin scuola Chicago e sampledelie vocali varie, riportano orecchie (e gambe) a templi danzerecci come il Warehouse o il Loft di Mancuso. Per completezza c'è pure la ballata Alone che in termini di micioneria fa invidia anche a Vikter Duplaix ripercorrendo le atmosfere Carpenteriane nel classico mode ipercollaudato da Felix da Housecat

A conti fatti, 108 è più di una conferma ponendosi assieme a We love animals dei Crookers come uno dei dischi più importanti che la dance italiana ha dato alla luce nell'ultimo decennio anche in virtù del fatto che con questa prova Borut ha finalmente colmato una grande lacuna nella discografia italiana: il saper dare una giusta visone retrospettiva della house culture dagli esordi a oggi. Dopo le prove di artisti quali Hercules & love Affair o di Azari & III, il punto di vista di un italiano  era decisamente atteso e necessario. Grandissimo ritorno e gran bel colpaccio per la Nano Rec di Spiller.

25 giugno 2012
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