• nov
    01
    2000

Album

Secretly Canadian

Ghost Tropic vede la luce in un piccolo studio di registrazione sperduto tra gli altopiani del Nebraska, grazie al contributo di Alasdair Roberts, Shane Aspegren e alcuni membri dei Lullaby for the Working Class. Specie dal punto di vista dell’approccio compositivo rappresenta un capitolo a sè stante nella discografia di Songs:Ohia, rifacendosi alle intuizioni strumentali di opere come Swordfishtrombones di Waits per un uso deframmentato e rarefatto della strumentazione che si arricchisce di percussioni di vario tipo, vibrafono, pianoforte, field recordings (rintocchi di campane & canti di uccelli tropicali).
Ghost Tropic è l’applicazione dei concetti di dilatazione, minimalismo e decomposizione al folk-rock di Songs:Ohia, otto pezzi – difficile definirle canzoni – dall’incedere impossibilmente lento che si incastrano alla perfezione a formare un’unica immagine spettrale. Si ascoltino l’inquietante Lightining Risked it All con le sue ipotesi di chitarre e percussioni ancestrali, la disperata e processionale The Body Burned Away, il tono compassato di No Limits on the Words che sfuma nella strumentale Ghost Tropic, visione hitchcockiana di una notte tropicale. Ectoplasmi di Dirty Three affiorano nei colpi di spazzole di The Ocean’s Nerves mentre la drum machine di Not Just a Ghost evoca alcuni episodi di The Lioness. La fragilità della conclusiva Incantation ben esemplifica il delicato equilibrio su cui regge il disco, il più audace e affascinante capitolo dell’avventura artistica di Molina.

1 gennaio 2003
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