• ott
    01
    2011

Album

Sub Pop

E' con colpevole ritardo che ci ritroviamo a parlare degli Still Corners, perché il loro è un esordio fra i più convincenti dell'anno, che attraversa come un ectoplasma alcune fra le tendenze musicali che ci hanno accompagnato negli ultimi mesi.

Avete fatto fatica a restare aggiornati su quello (non moltissimo a dire il vero) che ha offerto il panorama pop indipendente? Considerate pure Creatures Of An Hour come una sorta di bignami, confezionato con stile e classe sopraffina dal londinese Greg Hughes e i suoi tre compari.

Dentro c'è il suono widescreen, cinematico e colto dei Cat's Eyes, ma anche le ballate badalamentiane di Lana Del Rey; c'è lo shoegaze nebulizzato e impalpabile delle decine di "Slowdive clones" che affollano i blog, ma anche l'afflato gotico di voci femminili come quelle di Zola Jesus e Chelsea Wolfe.

E' un male? Per niente, anche perché di fronte alla bellezza statuaria e all'eleganza di brani come Into The Trees e I Wrote In Blood (chansonne 60s sfocata da effetti Hypstamatic) c'è solo da restare ammirati. Le solenni ritmiche di Cukoo, poi, rinverdiscono i fasti di certa wave più mesmerica e si lasciano preferire ai languori 4AD (suggestivi ma un pò troppo immoti) di Demons. L'arma finale è la voce ammaliatrice di Tessa Murray: una ninfa dei boschi il cui sussurro diafano aggiunge un nuovo significato al termine "etereo".

29 dicembre 2011
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