• nov
    01
    2011

Album

Virgin

Il primo, al tempo in cui la stampa inglese li chiamava The Libertweenies e la band vendeva 2 milioni di copie, lo si perdona perché figlio dell'inesperienza e dell'irruenza della giovane età. Il secondo, che segna l'ingresso nel mainstream, meno: infatti calano vendite e apprezzamenti anche tra le file dei sostenitori della prima ora. Il terzo, sempre prodotto Tony Hoffer, lasciava sperare perlomeno in una maggiore maturità e invece si risolve in un prodotto discografico che neppure NME riesce a salvare.

Il famoso mag britannico a Junk Of The Heart rifila infatti un bel 4, e noi potremmo liquidare così, senza tanti patemi, una carriera iniziata nel 2006 dalle spiagge di Brighton definitivamente approdata dalle parti di un folk pop tanto cristallino e vintage, quanto autoreferenziale e privo di originalità.

Rimarrebbe soltanto da parlarvi delle risse storiche con i rivali Razorlight e Arctic Monkeys, aneddoti di gran lunga più interessanti di un disco di archi sedanti (Time Above Earth), precotto rock settantino (Fuck The World Off con lyrics da bandire), tentativi di college rock (Killing Me) e altre inutili baggianate. Accontentarsi di un guitar pop in salsa Morissey/Kinks macinato e riscaldato per l'ennesima volta? Peggio. Qui la colpa sta nel aver scelto il peggio dei cliché che manco i Coldplay. Fortuna che dura soltanto trentanove minuti…

26 ottobre 2011