• apr
    07
    2017

Album

Concord

Il detto “né carne, né pesce” non è applicabile ai The New Pornographers, collettivo canadese che è sempre riuscito a equilibrare melodia e sperimentazione confezionando album di qualità che se, da un lato, sono ad oggi fieri emblemi del movimento indie nato e sviluppatosi sotto la foglia d’acero a partire dagli anni 00s, dall’altro contengono sonorità e intuizioni difficilmente racchiudibili in circostanziati confini geografici e/o stilistici.

Whiteout Conditions funge da cartina tornasole per una carriera ricca di episodi e impregnata di una creatività scintillante. La puntuale chiave di lettura firmata da Stefano Solventi in occasione della recensione di Together inquadra al meglio le premesse anche di questo settimo, necessario, album della band di Vancouver: «Il loro entusiasmo, la passione, la facilità con cui sfornano melodie adesive sono stupefacenti, così come l’apparente semplicità di arrangiamenti e intuizioni soniche che invece sono trame il cui processo di raffinazione non conosce sosta». Tutto vero, tutto palpabile fin dalle prime note di Play Money, dove linee vocali e tappeti sonori s’intrecciano alla perfezione. La title track abbandona gli esotismi del brano iniziale e si lascia contaminare da un synth pop e da un inciso diretto ed efficace. Se High Ticket Attractions strizza l’occhio alle folate easy-rock dei Dandy WarholsThis Is The World Of Theater sembra una collaborazione tra gli A-ha e i Buggles. E quando sembra che la strada di Whiteout Conditions sia finalmente a fuoco, ecco le virate verso i cliché del rock più classico, dove riff ipnotici, batterie martellanti e ritornelli si rincorrono in maniera ossessiva tra cori e schitarrate: si tratta di Darling Shade che si riversa subito nella canzone più Shins del lotto, Second Sleep. A rendere il tutto ancora più piacevolmente caotico pensano Juke (dove un Beck in preda a un esorcismo tenta di liberarsi dai suoi demoni sonori provenienti dall’Oriente), Clock Wise (i Devo che si mettono in testa di scalare le classifiche pop con una loro versione di Take On Me) e We’ve Been Here Before, che sarebbe un degno lieto fine sonoro per Blade Runner.

The New Pornographers sono rimasti sempre uguali a loro stessi. Per fortuna, perché è proprio questa la loro più grande dote. I geni ereditari dei Nostri sono inquieti e vivono con un unico credo: sorprendere e rimanere imprevedibili. Sempre. I ragazzi di Vancouver fin qui sono risultati sempre uguali e diversi ad ogni nuovo episodio della loro pluriennale carriera. Gaudì diceva che essere originali è saper tornare alle origini: se avesse avuto modo di ascoltare The New Pornographers avrebbe applicato nuove sfumature a questa affermazione.

7 aprile 2017
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