• ott
    01
    2008

Album

Thrill Jockey

Con
l’ottavo album di inediti, “appena” un anno e mezzo dopo il
gustoso Everybody, i The Sea And Cake ribadiscono e
affinano la loro formula pop che suona oggi più disinvolta,
agile e arguta che mai.

Questo protendersi folk-rock contagiato wave,
irretito funk-soul, dalle frequenti, striscianti fregole tropicali
(non prive di sottili implicazioni jazz), sembra la pellicola
perfetta per proiettare melodie leggere e vagamente insidiose,
turbate da inquietudini volatili che tornano sul luogo del delitto
con cauta discrezione. La compattezza eterea del sound è
frutto dell’amalgama pressoché perfetto tra i quattro
musicisti, che di certo non eguagliano i fasti artistici conseguiti
sotto l’egida Tortoise e Gastr Del Sol – avvenuti
in contesti diversissimi con tutt’altre finalità – però
ci mettono l’entusiasmo e la convinzione di chi non sembra nato
per fare altro.

Volendo, potreste vederli come una moderna
incarnazione Steely Dan (sentite Down In The City, On
A Letter
oppure la splendida A Fuller Moon), ma una Aeriale la stessa title track vibrano con l’algido tepore dei Notwist (in tal senso la voce di Prekop – fragile e trepida, setosa e
accigliata – non è esente da responsabilità), chiamando
spesso in causa il versante più potabile di Wire e Brian Eno. Se c’è un compromesso in queste canzoni, è
quello che si consuma tra ricercatezza e immediatezza, ed ha il
pregio incommensurabile di funzionare senza lasciarsi percepire.

1 ottobre 2008
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