• set
    02
    2014

Album

Arbutus Records

I TOPS sono un quartetto proveniente da Montreal, che si è formato in seguito alla scissione di alcune band locali e attorno alla scena creatasi in modo naturale nei paraggi dell’etichetta Arbutus Records. Picture You Staring è il loro secondo disco e raffina ulteriormente la forma data alla loro musica già dall’esordio Tender Opposities del 2012: una sorta di pop complesso dal vago sapore Eighites che si nutre di diverse suggestioni provenienti dal funk, dal post R&B, dalla dance e dall’electro. Sonorità lo-fi e attitudine DIY completano il quadro.

I TOPS suonano coesi e minimali, mai sovraprodotti ma anzi sempre asciutti, diretti e se vogliamo “grezzi”, nel loro modo di approcciare la materia sonora. Un basso che lavora molto assieme alla batteria, lascia spazio a chitarre e sintetizzatori che creano tappeti su cui adagiare la voce di Jane Penny. La formula è chiara ed efficace: il super singolo Change Of Heart è un esempio di come essere catchy, crudi ed elaborati, pur non andando al di là dell’utilizzo della strumentazione tipica di una band di quattro elementi. Qualcuno li ha paragonati a una sorta di Ariel Pink in fase Fletwood Mac, non sbagliando di molto: tra movenze jazzy-funk e umori dance pop modellati su stilemi anni Ottanta (Superstition Future e 2 Shy), il disco risulta assolutamente credibile, godibile e soprattutto rivela nuovi particolari con l’aumentare degli ascolti.

Serrati, sincopati o sospesi in alcuni incastri ritmici dilatati, i TOPS confezionano il ritmo in modo elegante e con abiti vintage: è il caso di Easier Said o dell’opening track Way To Be Loved. Che sia in Circle The Dark, dove arriva un lontano profumo di Police che però si disperde appena entra il cantato, o in Outside, una power ballad ’80 infarcita di tastieroni, appare evidente un gusto nostalgico verso certe sonorità.

Sebbene si rallenti con le conclusive Driverless Passenger e Destination, il risultato globale non cambia perché Picture You Staring vuole e ottiene sempre più ascolti, in virtù della propria capacità di dosare aperture luminose e chiusure ritmiche, come fosse una fisarmonica.

26 settembre 2014
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