• set
    29
    2014

Classic

Tresor

La riedizione dell’album The Opening Of The Cerebral Gate, di pochi giorni antecedente a quella dell’EP accompagnatorio Mind Over Positive And Negative Dimensional Matter, prosegue il programma di rispolvero di alcuni tesori del catalogo dell’etichetta berlinese (la sublabel Supremat ha fatto in tempo a pubblicare solo tre progetti), e in particolare segue le reissue a maggio dell’album Neptune’s Lair e dell’EP Hydro Doorways firmati Drexciya. E’ da qualche anno che fervono i lavori di riproposizione della produzione del misterioso collettivo di Detroit, oggetto di culto profondo in ambito elettronico. Le quattro proditorie compilation Journey of the Deep Sea Dweller pubblicate dal 2011 al 2013 dalla Clone hanno riportato l’attenzione sul primo periodo 1992-1997 (con una dozzina di inediti ad impreziosire il tutto).

Transllusion è stato quasi certamente (ma nella galassia Drexciya nulla può mai essere dato per scontato) un’idea gestita esclusivamente da James Stinson, che nella seconda fase drexciyana ha sostanzialmente portato avanti da solo il progetto complessivo, con Gerald Donald al massimo citato come semplice socio-ombra. Probabilmente consapevole del peggioramento del suo stato fisico (in una delle rare interviste aveva segnalato il suo trasferimento da Detroit ad Atlanta per ragioni di salute), e forse cosciente di avere così tante cose da dire e così poco tempo ancora a disposizione, nel suo ultimo anno di vita Stinson ha dato fondo a tutte le sue energie creative per dedicarsi al progetto Seven Storms: sette album in un anno, sotto diversi pseudonimi e per diverse label. La morte nel settembre 2002 interrompe il progetto (poi ricostruito postumo) ai primi tre capitoli: nel programma, The Opening Of The Cerebral Gate, pubblicato nel novembre 2001 poco dopo Lifestyles Of The Laptop Café (firmato The Other People Place e pubblicato da Warp) e poco prima di Harnessed The Storm (a nome Drexciya, uscito nel gennaio 2002 da Tresor), avrebbe occupato il secondo posto.

Accantonata la mitologia sottomarina di stampo pseudoatlantidea che ha costituito il paratesto concettuale della prima fase dei detroitiani, qui siamo di fronte ad una electro-techno astratta, metallica ma pulsante passione, che disegna un album tra i più piacevoli e interessanti dell’intero corpus drexciyano, Rimanendo fedele al suo stile, oltranzisticamente legato alle sonorità analogiche nineties, la riproposizione nel 2014 di un disco che già nel 2001 suonava rètro riporta sul pezzo il progetto Transllusion e il suo responsabile, che va a sormontare quel mondo off-house lo-fi ultimamente così hype (vedi alla voce Legowelt, The Trilogy Tapes, L.I.E.S.). Transmission Of Life, nervosa e danzabile opening track, imposta subito il set, caratterizzato dalla riduzione delle frequenze medie e medio-basse e dall’esaltazione di quelle alte e subcraniche. Nella compattezza della proposta dell’album emergono alcune perle: la purezza electro di Look Within e il suo giro armonico funky, il folle knob twirling di Cerebral Cortex Malfunction, la profonda techno-house moroderiana di Dimensional Glide; Unordinary Realities riesce nell’ossimoro industrial melodic; Crossing Into The Mental Astroplane è soundtrack per un videogame lisergico. Un album che merita rispetto.

29 settembre 2014
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