• gen
    01
    2011

Album

Island

Insomma questo revival del Brit pop proprio non vuole decollare. Sì, ci sono stati tentativi in passato, a partire da certi risvolti bluriani dei Kaiser Chiefs. Più recentemente ci hanno provato i Viva Brother, impallinati dall'NME all'altezza del primo album. Un record.

Ora ritentano questi ragazzi di Camden, ingenui e animati da un'allegra dabbenaggine che li ha portati ad allestire il più scontato dei roof concert per il video del loro primo singolo We Were Children. Vabbé, concentriamoci sul pezzo in questione: un anthem post adolescenziale che per chi ha vissuto i primi 90s può sortire qualche brivido lungo la schiena, soprattutto se ricorda ancora i chitarroni sguaiati di quelle band inglesi che si confrontavano sul terreno dello sleaze rock.

Ecco il punto, i Tribes hanno la beata sguaiatezza pre manierismo Brit pop, un pò come i Manic Street Preachers, ma senza la retorica barricadera (Girlfriend, Send To Earth, Nightdriving, Coming Of Age). Piaceranno ai giovani inglesi, che avranno nuovi cori da cantare al pub, e verranno sbeffeggiati dalla stampa nostrana, che non saprà che farsene della sfrontatezza glam del singer Johnny Lloyd.

Quelli nel mezzo, come il sottoscritto, apprezzeranno i riff pysch e gli ammiccamenti suediani di Sappho e Whenever, e si limiteranno a stigmatizzare una certa faciloneria che anima buona parte dei brani, tenendo sempre ben presente, che è soprattutto ai teenager che si rivolgono i Tribes.

4 gennaio 2011