• mar
    01
    2010

Album

Diplo

Dieci moderne protest songs e sei interludi strumentali avvolti in un packaging di una bellezza e ricercatezza unica con copertina cartonata e immagine presa dall’Ecce Homo di Delvaux. Si presenta così il comeback di uno dei progetti più oscuri e trasversali del panorama italiano. Unfolk, termine eterodosso che un paio d’anni addietro dava il nome al primo disco di Alessandro Monti e che ora, sulla scia di quel che successe con Carla Bozulich/Evangelista, si trasforma in moniker a sé stante. Quasi come una calamita, Unfolk attira a sé, oltre al succitato capopopolo, anche Kevin Hewick, misconosciuto artista del primo post-punk inglese e cantante dal pathos inimmaginabile, e una moltitudine di artisti e musicisti (Gigi Masin, Bebo Baldan, Riccardo De Zorzi, ecc.).

Tuxedomoon e Current 93, experimental-folk sui generis e elettronica bislacca, free-prog canterburiano e wave coltissima, musica etimologicamente industriale e emotivamente ricercata. Genericamente, e in misure variabili e umorali, è ciò che si può rintracciare nel libro veneziano dei morti, sorta di Bardo Thodol della città lagunare. The Venetian Book Of Dead è infatti un concept che sotto le spoglie gentili di una musica elegante e raffinatissima, in alcuni tratti elegiaca come può essere quella di Mr. Tibet, trattiene una natura forte, pregna di odore di morte. Centrale nelle liriche è la denuncia sociale legata alle vicende del petrolchimico di Marghera: le malefatte di chi impunemente dirigeva quel luogo e il silenzio che ha accompagnato, vera e propria colonna sonora di un universo in disfacimento, le molte morti succedutesi in zona.

Unfolk propone dunque un modo, ormai quasi dimenticato, di coniugare impegno civile e musica, mettendo la seconda al servizio del primo per poter oltre che dilettare anche risvegliare qualche coscienza assopita. Nello stesso tempo chi vorrà approfondire la storia dietro questo concept scoprirà che The Venetian… è un sentito, appassionato “tributo alla città, ai lavoratori e ai cittadini scomparsi e all’amato vinile”.

21 marzo 2010
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