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  • mar
    01
    2012
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La Tempesta Dischi

Quelli degli Uochi Toki sono dischi che piacciono ai critici musicali, poche storie, e che il grande pubblico prende soprattutto a smozziconi aneddotici su Youtube. E sì, gli Uochi sono sempre loro, la cifra è sempre quella, e ci mancherebbe, Napo con le sue slavine di parole e il suo cervellotico ansiogeno declamare, Rico con le sue basi industrial-rumoristiche. Sì, fanno sempre la stessa roba, e però che roba. Ma poi, proprio quando per un attimo (in Cuore amore errore disintegrazione) c'era sembrato che questa cifra potesse diventare maniera (con prove a carico come l'aver fatto scuola, si veda l'ottimo Zona Mc), ecco che gli Uochi tirano fuori un disco che altro che maniera, un disco che supera la quadratura di Libro Audio, e diventa il loro lavoro più musicale (ancor più di Cuore amore…; vedi le strategiche esitazioni/ripetizioni di Napo in alcuni pezzi) eppure – pardon – sperimentale, il più meta-discorsivo, il più teatrale.

E' la migliore delle cavalcate linguistiche degli Uochi, più volte sul filo del virtuosismo: il racconto della Tetsuo-izzazione di Ecce Robot, l'entomologia domestico-orrorifica di Al Azif, le perfide parodie rap di Perifrastica e Tigre contro tigre (con tanto di beatbox, in un delirio di inscatolamenti lessicali e narrativi), il disgusto per i degustibus di Umami e della lunghissima Sberloni, il videogame sportivo assurto a simbolo di una generazione di nerd trentenni che non cuccano manco adesso che essere nerd è fico di Tavolando il pattino con Antonio Falco, la metauochitokità da ovazione di La prima posizione della nostra classifica (con strofa e ritornello cantati con l'harmonizer e un bel po' di parole a caso), la horror story bergamasca di un rientro a casa di notte da amici con silenzio coatto imposto dai vicini di Venti centensimi di tappi per le orecchie. E ancora, in fine, l'autorecensione (le autorecensioni) di La recensione di questo disco e il bagno ambientnoise/spoken in un brodo di linguaggio primordiale maccheronico de La lingua degli antichi.

Insomma, l'avete capito, questo disco è il disco della vita. Una genialità indiscussa. sicuramente la miglior musica prodotta negli ultimi -tot- anni. I miei neuroni si distaccano. Sento le gente attorno a me pensare

27 febbraio 2012
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