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  • feb
    01
    2012

Album

Naive

All'epoca del debutto sulla lunga distanza, WHB del 2010, tutti tranne forse il solo nostro Giulio Pasquali hanno dedicato qualche commento al nome banale o geniale (a seconda del punto di vista) scelto dalla band. Rimane il fatto che quel disco fu amato da una parte della stampa perché prometteva di aver segnato l'inizio della carriera della nuova next big thing londinese, oppure odiato perché facile electro-pop derivativo da relegare alla categoria one hit wonder. Diciamolo subito, Ternion non scioglie il dubbio e si incanala nello stesso solco del predecessore, solo un filo meno solare e un po' più oscuro per quanto riguarda le atmosfere.

L'iniziale Shift rimanda agli Editors meno riusciti, mentre Where Are Your People?, complice il doppio canto maschile/femminile, si adagia su dancefloor Eighties rubando a Human League e una intera generazione di producer. Tired of Running è forse uno dei pezzi in cui funziona meglio il connubio tra TV On The Radio e l'LCD Soundsystem dell'esordio, che alla fina è esattamente il crinale sul quale cercano di mantenersi in equilibrio i tre londinesi: midtempo atmosferico, con il canto sporcato di blakness che, checché ne vogliano alcuni detrattori, funziona. Quando mettono le mani su schemi Chemical Brothers, Steel In The Groove, le cose funzionano meno, ma senza arrivare in territorio bocciatura. Nonostante la fregola da dancefloor, le cose potrebbero addirittura funzionare meglio in acustica, come mostra questa versione di What's Mine, What's Yours.

In fin dei conti, per com'è andata finora, i We Have Band sembrano ripercorrere una parabola che abbiamo già visto: un primo disco promettente pur con i suoi limiti, un secondo sullo stesso livello ma senza la stoccata decisiva. Il futuro dipende solo da loro.

30 gennaio 2012
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