• gen
    01
    1979

Classic
XTC

Virgin

“This Is Pop”. Così recitava uno dei brani di punta contenuti nel debutto degli XTC, White Music. Quasi una dichiarazione d’intenti la loro, in un’epoca dove il punk regalava i Sex Pistols e la new wave creava i primi ibridi sonori, gli XTC scelsero di seguire la strada semplice (?) del pop, riuscendoci così bene da fregiarsi, ancora oggi, dell’appellativo di pop band inglese più importante dell’era post-Beatles.

Accostabili per certi versi alla new wave (per via di alcuni arrangiamenti “non lineari”), la definizione di “Beatles della new wave” non tardò ad arrivare, onere che per i nuovi profeti del pop calzava a pennello: infatti, sia nelle parole che nella loro musica il fantasma dei baronetti (cosi come di Kinks e Beach Boys) non è mai mancato.

La loro particolarità era nel fondere tradizione folk anglosassone (Fairport Convention, The Incredibile String Band), gusto “avant” (preso in prestito da Zappa e da quei Residents che poi verranno prodotti dello stesso Partridge) ed immetterlo in un contesto pop puramente english.

Deus ex machina dell’intero progetto è Andy Partridge, personaggio dall’ego e genio smisurato, spalleggiato da un Colin Moulding forse succube del collega, ma in grado di tenergli testa, cosa che non riuscì invece al tastierista dei primi due album Barry Andrews (che poi si unirà a Robert Fripp nei League Of Gentlemen), costretto a dare forfait causa i continui dissidi col collega.

Andrews fu presto sostituito dal chitarrista/tastierista Dave Gregory che diede equilibrio ad una line up ormai pronta per incidere il loro primo capolavoro. Drums & Wires è l’album che fa da ponte tra il passato ingenuo e nervoso dei primi due album e la raffinata perfezione pop che, nella prima metà degli anni ’80, consacrerà la coppia Andy Partridge/Colin Moulding come veri eredi di Lennon/McCartney.

L’amalgama tra i due era perfetto: gentile e lineare Moulding (il McCartney della situazione), stravagante e coraggioso Partridge (tutto John Lennon). Prodotto da uno Steve Lillywhite che presto diventerà “il produttore” della scena inglese (nel suo curriculum vitae figurava la produzione, con Brian Eno, del primo degli Ultravox, dei primi due album degli Psychedelic Furs, Siouxsie e in seguito del terzo di Peter Gabriel), in Drums & Wires ogni episodio è un potenziale singolo: si passa dalla saltellante Making Plans For Nigel (che entrerà in classifica), gli arrangiamenti certosini di Millions, il primo singolo Life Begins At The Hop e quella Complicated Game che, tra echi dub e urla disperate, sarà ricordata come la più scura canzone dell’universo colorato XTC.

Con Drums & Wires si aprirà una trilogia che da Black Sea porterà al “doppio verde” English Settelement, da molti definito il loro “White Album”, ma questa poi è un’altra storia…

1 giugno 2005
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