• mar
    01
    2008

Album

Warner Music Group

Sono gli stessi Young Knifes dal palco del Covo a dircelo: Warner non distribuisce il nuovo disco in Italia. E infatti Suberabundance,
uscito a marzo nel Regno, è stato completamente ignorato. Tutti ignari
di una nuova prova della band tranne il tour manager e il ricettivo
locale bolognese, l’unico rimasto dei gloriosi Novanta della provincia
felsinea in declino sistematico. A vederli però non c’è nessuno. Pista
vuota per metà concerto e per metà appena gremita verso l’uscita con i
nostri buoni nerd a stringer i denti e a mostrar il sarcasmo. Fortuna
loro e nostra sono dei buoni commedianti. Il phisique du role per tener
botta alla solitudine c’è anche se l’album è stato presentato dalla
stampa nel più noioso dei modi. Avete presente del classico più adulto
/ più prodotto / più riflessivo dell’esordio che si sente per qualsiasi
seconda prova? Ecco. Così. E aggiungiamo: scrittura discreta e qualche
buon tiro. Soprattutto l’humour. Esilarante se si ama il genere.

Loro
sono di Oxford, ricordiamolo, e perciò di quell’angular prendono il
lato più scolastico, alla posa ultra cockney Art Brut c’è quella più
istituzionale. Venendo al disco in Turn Tail troviamo degli
archi enfatici che nell’angular non si sono mai sentiti, il resto
soffre irrimediabilmente della una coda di un fenomeno. Gli Young
Knifes sono una buona band arrivata nel momento sbagliato.

5 giugno 2008
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