Flow #001. Un flusso, non una classifica

Se lasciassimo da parte i riferimenti alla cultura pop moderna, cosa potrebbero avere in comune una cerimonia di nozze a Las Vegas e un costume iper realistico di Walter White? Probabilmente la risposta sarebbe ardua da trovare, ma sono queste le caratteristiche salienti del video di U.R.A.O., in apertura questa settimana, ultimo estratto dall’album Dance or Die del collettivo electro francese Birdy Nam Nam: una sintesi narrativa di 48 ore fatta di trasposizione di personalità, malessere e trasformismo. Seguono i The Faint, dal Nebraska, con le loro sonorità dance e new wave, proposte in un video diretto dallo stesso Tod Fink, voce della band, e dal giovane regista Nik Fackle.

Restiamo per un attimo ancora nell’ambito dei registi, con il John Carpenter di Utopian Facade, tratta da Lost Themes II, brano accompagnato da un video dalle atmosfere cupe dove assistiamo ad una fuga da parte di una cyborg tra boschi e gallerie; si tratta di un clip diretto da Gavin Hignight e Ben Verhulst, già al lavoro con Carpenter nel video di Night. Un remix di Dabin per Gramatik alleggerisce il carico precedente e ci prepara al future beat siberiano di Alexey Devyanin, conosciuto anche come Pixelord. Anche in questo caso ritorna la tematica A.I., come se fosse un comune denominatore per questa prima parte di ascolti. Un primo assaggio che si conclude con le venature electro pop dei Night Riots, che si contappongono a quelle più scure e sperimentali degli irlandesi Meltybrains?.

Ciò che fin qui manca è una canzone che abbia una tematica improntata fortemente sui sentimenti, e i Pop X vengono in soccorso con Madamadorè: non è semplice contestualizzare i loro criptici testi nonsense, il minimalismo musicale che ricorda una pianola Bontempi e i video come questo, con tanto greenscreen che rimanda inevitabilmente all’immagine di un Teo Teocoli di decenni fa. Una sequenza più orientata verso l’hip hop è quella che ci attende dopo la parentesi trentina, partendo con sonorità orientate verso l’r’n’b e il pop di Kelhani nonché il grime di Wiley, per poi proseguire con due realtà distanti in termini chilometrici, ma a loro modo simili: il cult leader Metal Carter, Truceklan, della scuola capitolina, e Slaine, da Boston, già membro de La Coka Nostra, dove milita anche DJ Lethal. Toni pesanti, approccio negativo e funereo per entrambi, un marchio di fabbrica indelebile che è diventato negli anni una garanzia identitaria.

Le atmosfere tornano ad essere più calme e intime con il duo austrialiano Kllo e la loro Sense, tratta dal recente EP Well Worn, il folk elettrico di Beth Orton e il dream pop degli inglesi Seeing Hands, che ci accompagnano con un viaggio in auto a tratti lisergico. Sunburn dei Dehd, invece, mantiene ancora calma l’atmosfera con un pop cantautorale da Chicago, e si accompagna a un video ambientato in una provincia grottesca che si racconta per mezzo di quelle che sembrano due gemelle. Un po’ di grunge con i Vomitface e il loro video dall’estetica fortemente anni Novanta, che anticipa il lo-fi di LVL UP e Animal House.

Sister è estratto dal nuovo album in uscita dei White Lung che, con il loro punk, aprono l’ultima parte della playlist, quella dedicata a sonorità ed estetiche più incisive. Warm Bodies anticipa l’uscita dell’album CULT [AS FVK] dei Death Valley High, un video in cui il tasso di gore patinato è molto alto. Sonorità più southern si succedono l’una dopo l’altra, prima con un video animato dei Truckfighters, che cede poi il passo agli Every Time I Die, una band in continua evoluzione e che negli anni ha lasciato da parte la propria componente più hardcore, diventando un gruppo di singolari personalità e qualità nell’ambito dell’universo rock. In questo brano troviamo a collaborare con loro Brandon Urie dei Panic! At the Disco, sia in veste di cantante che di attore. Due brani diversi tra loro, quello dei Gojira e dei Descendents, che in comune hanno l’alta aspettativa che si respira intorno ai loro recenti album Magma e Hypercaffium Spazzinate. Uno dei migliori metal avanguardistici – dai tratti mistici come il video da loro proposto – per i primi e un classico punk rock per i secondi, con tanto di video live in bianco e nero, seguendo pedissequamente gli stilemi old school.

Quattro variazioni in ambito hardcore ci aspettano prima della chiusura con il thrash metal dei Dust Bolt: Expire per Bridge9 e Cursed Earth confermano i tratti somatici del genere, come d’altronde fanno anche i Poured Out, che sparano letteralmente un video che miscela dosi abbondanti di lampi strobo, montaggio adrenalinico e riferimenti all’icona Michael Myers. Infine gli Hierophant, che rilasciano l’anteprima di quello che sarà il loro nuovo album, una ventata gelida di blackened hardcore che soffia sulle pianure della Romagna.

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