Flow #002. Tuniche dell’Adidas, una Delorean, un giro in fondo all’oceano

La playlist di questa settimana si apre col dirompente video degli Orgonite da Tel Aviv,  in collaborazione coi russi Little Big. Nel clip diretto da Vadim Mechona fra le vie di Jaffa, si può apprezzare il perfetto connubio fra l’estetica trash delle tute in acetato e lo stile mediorientale in salsa barocca, che ricorda quello di M.I.A. (vedi il video di Bad Girl). La canzone Habibi Yaeni è un rap rave che amplifica ulteriormente l’effetto gioiosamente grottesco delle immagini. Effetti psichedelici accompagnano invece il nuovo video del duo norvegese Röyksopp, responsabile anche della regia e di ritorno dopo due anni dall’ultimo album The Inevitable End, annunciato nel 2014 come ultimo full length della band. Il singolo Never Ever, che può vantare il featuring della cantautrice norvegese Susanne Sundfør, non apre comunque le porte ad un nuovo album. Il producer haitiano-canadese Kaytranada, uscito a maggio con l’acclamato debut album 99,9%, ci regala il clip di You Are The One, cantata da Syd. Il video, diretto da Shomi Patwary su un’idea dello stesso Kaytranada, racconta con un pizzico di nostalgia vintage gli anni del disimpegno, descrivendo la perfetta giornata di una ragazza afroamericana, che culminerà con una proposta di matrimonio. È poi il turno di Parri$, la coreografa, ballerina ed attrice neozelandese sbarcata quest’anno sul mercato musicale con la pubblicazione dell’EP Run And Tell Your Friends, da cui è estratto il singolo FIYAH. Il video, diretto dalla stessa Parris Goebel (vero nome dell’artista) è un quadro glamour dell’hip hop moderno, fra coreografie e slow motion che indugiano sugli outfit. La trap del rapper coreano Dongheon Lee, in arte Keith Ape – accompagnato da Bryan Cha$e – ci giunge poi per mezzo del video di Let Us Pray, in cui influenze vaporwave si esplicano durante il viaggio sui fondali marini a bordo di una supercar.

Spostiamo l’orientamento della playlist verso l’alternative rock con una band italiana, ovvero Lo Straniero, uscita a maggio 2016 con l’omonimo album per La Tempesta Dischi. Il nuovo video in bianco e nero è relativo al singolo Nera. Grazie alla regia di Ivana Smudja, nel clip si descrive una improbabile partita di tennis ispirata alla partita a scacchi con la morte, famosissima scena de Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman. Ancora Italia col nuovo clip dei Marnero, L’Ubriaco E Il Cieco. Il brano è tratto dall’album La Malora, edito per Sangue Dischi e To Lose La Track (tra gli altri), che a sua volta si ispira al libro omonimo scritto da J. D. Raudo. Il video, un collage di spezzoni che parlano della vita in mare, accompagna i racconti dei due personaggi del titolo. È poi il turno del garage indie energico degli inglesi Slaves, e del video di Consume Or Be Consumed (featuring Mike D.), canzone tratta dall’album Take Control. Il clip, in stile lo-fi e in formato 4:3, mostra i membri della band cimentarsi in una gara per mangiatori di hot dog, e richiama una critica al consumismo.

Rimaniamo in formato vintage col video glitchato dei Lovely Bad Things. La canzone Teenage Growups è la title track dell’album in uscita l’anno prossimo, ed esprime una carica adolescenziale assolutamente orecchiabile. Una produzione decisamente più importante per i The Shrine, hard rock band del roster Century Media, che qui propone il singolo Acid Drop tratto dall’album Rare Breed. Il live video è stato girato in 16mm dagli stessi registi Buddy Nichols e Rick Charnoski. Entriamo in ambito pop con Xena Rubios, che ci porta in giro in bicicletta insieme a lei nel video a 360° di See Them, diretto da Armando Croda. La canzone è tratta dall’album Black Terry Cat, uscito per Anti- Records. Segue Rizzle Kicks con Slurp!, singolo promozionale in uscita per il lancio della nuova web serie inglese Trigger Happy. È poi il momento dei Boston Manor e del loro emo, scevro di ogni elemento pacchiano, che nel video di Lead Feet accompagna dinamiche familiari che nascondono incubi nei gesti più semplici. La canzone è un estratto dall’album Be Nothing, uscito per Pure Noise Records. Segue un nome storico, quello dei Faith No More dell’infinito Mike Patton. La canzone è Con Of Shame, una traccia di Sol Invictus, e il video è una sorta di cortometraggio, in cui si snoda una storia ricca di thrilling, in cui viene citata anche la famosa scena dell’irruzione descritta da Stanley Kubrick in Shining. In questo caso, la regia è di Gore Cvetanovski.

Il clip di Young Robot anticipa l’uscita di Mothership, settimo disco dei Dance Gavin Dance, post hardcore da Sacramento. Si tratta di un video d’animazione che racconta un futuro distopico, una terra abitata da piccoli robot che sfrecciano a bordo di una Delorean, richiamando palesemente la saga di Ritorno Al Futuro. L’indietronic dei Chromatics si fa spazio nella playlist, ma anche nella colonna del film Home, nella quale è inserita Magazine. Il disco uscirà a gennaio 2017, ed è stato curato da Johnny Jewel, producer e titolare dell’etichetta Italians Do It Better. Il video riporta spezzoni del film diretto da Fien Troch, in concorso all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Segue Gallant, featuring Jhené Aiko, per un R&B avvolgente e tragico nel video firmato American Millennial. Tutto si svolge all’interno dell’auto nella quale lo stesso Gallant si trova imprigionato, in attesa di un finale infuocato. Skipping Stones è tratta dall’album Ology. Tocca poi al soul di Solange, sorella di Beyoncé Knowles, in grande ascesa grazie alla pubblicazione di A Seat At The Table, da cui è tratta Don’t Touch My Hair. Nel video di Alan Ferguson e della stessa Solange, spiccano gli outfit e le immagini patinate. Il nuovo video di Izzy True, Sex Ghost, mostra l’attitudine dark di questa indie band. Personaggi mascherati come fantasmi si muovono in un mondo oscuro, accompagnati dalle note del pezzo tratto dall’album Nope, edito per Don Giovanni Records. In chiusura di playlist la gravewave sintetica di Xeno & Oaklander, ovvero Liz Wendelbo e Sean McBride, che ci regalano atmosfere sospese. Il brano Palms fa parte dell’album Topiary; il video ad opera di Lauryn Siegel intervalla coreografie e animazioni sempre rigorosamente in bianco e nero.

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