Flow #009 I have a dream

L’America post-elezione, travolta dall’effetto Trump, un catalizzatore che ha aumentato a livelli esponenziali gli eccessi dei redneck: grillz, Wrangler decappottabili, codeina e un uso compulsivo di Snapchat. James Franco, nel video Only In America di Riff Raff, riprende in mano Alien (protagonista di Spring Breakers, ispirato a sua volta a Riff Raff), lo enfatizza, creando un’iperbole grottesca e perfetta e ricordando in gran parte la lezione impartita da Harmony Korine. Lasciamo le coste del Golfo del Messico per spostarci a New York: siamo in un campo da basket, delle bmx e sparring di boxe fanno da sfondo a Kitana per il video di Princess Nokia (Destiny Frasqueri). Sangue che cola dal naso e dai lati della bocca, hip hop con un flow serrato, per un clip crudo ed essenziale diretto dalla stessa Destiny.

Torniamo a fare gli onori di casa: Salmo in collaborazione con Rose Villain ci regala un video ambientato nel lontano west. I titoli di Don Medellín – estratto dal fortunato Hellvisback – riprendono quelli degli spaghetti western, e fanno da contorno a questa sorta di dedica a Narcos; un hip hop sapientemente miscelato con una chitarra dalle spiccate sonorità southern. La boxe torna a essere protagonista nel video di Checkpoint Titanium, traccia di chiusura dell’omonimo album di debutto del producer canadese Harrison, dove, tra jab e uppercut, i beat synth-funk si fondono con la periferia di Detroit. Lentamente, dal Michigan ci dirigiamo verso la Pianura Padana per incontrare le sonorità electro-ambient di Leonardo con 80IES, primo estratto dal suo album per Avantguardia; il clip diretto da Keiko & Teruko a primo impatto ricorda il celebre “fumo di Lost”, ma qui a percorrere, lentamente, i paesaggi forestali è un sinuoso drappo nero.

I californiani Unknow Caller pubblicano Easier, video che anticipa l’uscita del loro prossimo album Limited; per loro un’interessante unione di elettronica pungente e velata, accompagnata da una voce eterea. L’adrenalina torna subito ai massimi livelli con il ritorno – dopo 16 anni – di Nevrotype, progetto d’n’b del campano Franky B. Ghetto Defender è il secondo singolo tratto da Megaforce EP per Elastica Records, una d’n’b elaborata e moderna. Il video è un collage reportagistico in bianco e nero che descrive ampiamente il concetto di appartenenza al ghetto nel suo più ampio significato, ed è stato creato interamente con materiale creative commons e diretto da Daniele Rossellini. Sonorità più sperimentali con una deriva noise per il producer poli-strumentista Thomas Fec, conosciuto come Tobacco, che propone per la sua Dimensional Hum (tratta da Sweatbox Dinasty) un surreale video – diretto da Abraham Dubin – dai tratti lo-fi e con una forte componente glitch. Stessa componente che ritroviamo, con il duo math-rock Cacao, nel video di Brasilio: un’esperienza visiva che sintetizza in un mash-up un’intera serie di Superquark sotto l’effetto di allucinogeni.

Atmosfera semplice e rilassata per i Lite con Square, un brano strumentale tratto dal loro recente album Cubic, dove protagonista è una chitarra dal suono deciso e cristallino. Gli Slothrust, con il video di Rotten Pumpkin, ci riportano lentamente verso sonorità garage e analogiche, accompagnate da immagini che riescono a rispecchiare perfettamente l’atmosfera stessa del brano. I Jimmy Eat World pubblicano il video di Sure and Certain, primo singolo estratto dal loro recente nono album Integrity Blues. Il clip diretto da Flynt Flossy sembra essere quasi una chiave di lettura emo e pop-art del celebre romanzo di Lewis Carroll. Ci muoviamo ancora sulle sonorità rock-pop con i Chapel, prodotti dalla Rise Records; Caught Up è il loro primo singolo e propone una musica da semplice ascolto ma piacevole, accompagnata da un video in un ottimo formato classico per un pubblico adolescenziale. Un tocco più cantautorale viene conferito dal giovane Willie J Healey con il video di Would You Be, dove si alternano brevi scene surreali e alcuni estratti di un’intervista.

L’attesa per l’uscita di Sentimentale Jugend dei Klimt 1918 si fa sempre più pressante e loro rilasciano il secondo brano, che anticipa la pubblicazione dell’album. In Nostalghia vengono confermate le sonorità già ascoltate in Comandante, dirette verso derive shoegaze e dream-pop; le novità italiane proseguono con il video di Prometheus degli Ornaments, nove minuti di solido e psichedelico post-core accompagnato dalle cupe ed evocative animazioni di Colette Baraldi. Ci facciamo prendere dalla nostalgia del decennio scorso ascoltando Scent of a Story dei vicentini Devotion, dove le ritmiche sospese e cadenzate delle chitarre ci riportano ai fasti gloriosi del nu-metal. Un ottimo incipit per la parte finale di Flow, dove troviamo anche gli storici Candiria, una garanzia per il crossover più estremo; il loro brano The Whole World Will Burn è un rabbioso pezzo dalla vaga atmosfera southern rock. Se poi i bpm non dovessero bastare, per vostra fortuna gli Iron Reagan di Tony Foresta (Municipal Waste) hanno rilasciato A Dying World, classico e potente thrash-core che anticipa l’uscita di Crossover Ministry prevista per febbraio 2017 per Relapse Records. Se la vostra voglia di adrenalina, cirlce pit e hardcore non dovesse essere soddisfatta, Flow arriva in vostro soccorso concludendosi con le furiosa Humankind Suicide dei metalcorer del Maryland Poured Out e Six Feet Under dei giapponesi Crystal Lake, con un lyric video a cura di Shadow Born Group.

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