Flow #15 – Panta Rei

Panta rei, tutto scorre, ogni cosa è in divenire, e se il 2016 ha decretato la caduta di alcuni dei, eccoci pronti a seppellire tutto quanto con l’avvento del 2017. Flow continua a fluire senza guardarsi indietro, convinto che la musica di qualità si nasconda in ogni dove e in ogni tempo, senza possibilità che tale flusso possa essere interrotto dalla mortalità dell’uomo. Senza dimenticare le bellezze dell’anno passato, riassunte nell’editoriale di fine anno curato da Edoardo Bridda, approcciamo con grande ottimismo l’anno appena iniziato, guardando come sempre al futuro.

La prima playlist del 2017 si apre all’insegna dell’hip hop, una sottocultura diventata leader ormai da tempo e che non ha intenzione di mollare la presa sul vasto pubblico conquistato, qualunque sia la sfumatura di genere. Travis Scott apre le danze, coadiuvato dal crooner canadese Nav in Beibs In The Trap, singolo estratto da Birds In The Trap Sing McKnight. Nel video i due si muovono rigorosamente in Lamborghini, fra stanzoni vuoti, neon e modelle provenienti da un futuro inquietante e sensuale come quello di Ghost In The Shell, attesissimo film in arrivo a marzo nelle sale, alle cui atmosfere sembra essersi ispirato il regista RJ Sanchez. Tawbox ha invece diretto il nuovo clip di Avelino, Long Time Coming, che si propone come uno dei migliori pezzi del rapper britannico. Le immagini che accompagnano il fluire dei testi, si caratterizzano per le atmosfere intime e piuttosto cupe, in cui giochi di luce creano simmetrie e disegni sul volto dello stesso Avelino. Bones ha inaugurato l’anno con il video di Tempo, traccia contenuta in Useless: il rapper californiano ha portato nuova linfa nell’ambiente bianco che fa riferimento all’hip hop, con uno stile originale, per niente festaiolo, ma anzi minimalista e malinconico al massimo. Come consuetudine, il video vede come unico e solitario protagonista lo stesso Bones, eremita ai bordi della città. Una joint venture di grande prestigio ha presentato in settimana il video di XXX; si tratta degli storici Onyx insieme agli olandesi Dope D.O.D.. Il meglio dell’hardcore rap unito per l’album Shotguns In Hell, che ancora non ha una data di uscita ben definita. Tradizione e modernità si sposano alla perfezione nel video di Andres Fouche, in cui i membri delle due band si alternano come protagonisti della giungla urbana.

La ricca selezione settimanale in ambito hip hop lascia spazio al reggae fusion di Popcaan, vocalist e deejay di origine giamaicana, che ha pubblicato il clip di Nah Idle, title track dell’album uscito a settembre. Nel video le aspirazioni di un Popcaan ancora studente prendono forma nel girovagare odierno del se stesso adulto. Uno dei progetti più assurdi del 2016 è giunto a compimento proprio al termine dell’anno, con la pubblicazione del brano Pendejo. Stiamo parlando dei The Raveonettes, nu gaze band danese reduce dal successo dell’album Pe’ahi del 2014, e che da gennaio a dicembre scorsi si è dedicata alla pubblicazione di una traccia al mese, così da formare un anti-album, come da loro stessi definito. Un progetto schizofrenico, dall’esito imprevedibile, che trova il gran finale in questa traccia-fiume di dodici minuti, in cui elementi diversi si mischiano senza schemi apparenti. Come traino per l’uscita dell’album I See You, disponibile dal 13 gennaio, i The xx hanno pubblicato un’altra traccia in esso contenuta, dal titolo Say Something Loving. Niente video, solo un’anticipazione per una delle band che, in ambito indie, si pone quest’anno in grande ascesa. Atmosfere ancor più eteree nel nuovo singolo del trio inglese London Grammar, uscito con Rooting For You, brano che punta sulla delicata e struggente voce di Hannah Reid, per un paio di minuti a cappella. Il video sobrio ed elegante è ambientato in un teatro ed è stato diretto da Bison. 

Iniziamo ad imbracciare le chitarre alla vecchia maniera nella seconda parte della playlist, partendo dall’emo/pop punk dei Punchline. Atmosfere acustiche per loro, in Don’t Be So Hard To Yourself, singolo di Capodanno edito da In Vogue Records che rappresenta un incoraggiamento per l’anno che verrà. Il garage dei Marching Church si scaglia invece contro l’anno passato; nel video di 2016 infatti vengono letteralmente bruciate le pagine dell’agenda ormai vecchia, che rappresenta un’altra occasione persa rispetto alle atrocità a cui si è assistito nei dodici mesi ormai trascorsi. Il brano è inserito nell’album Telling It Like It Is, qui recensito da Marco Frattaruolo. Per l’Italia, ecco la pubblicazione del secondo estratto dall’album d’esordio dei Gomma, alternative band della provincia di Caserta, grande promessa della V4V Records. L’album Toska uscirà questo mese, e per adesso è possibile ascoltare quest’anteprima, Alessandro, che segue il video di Elefanti.

Ci spostiamo in Canada per vedere il video di Ghost Writing della emo band Vaultry. Il pezzo è contenuto nell’album Eulogy, in uscita per Dreambound. Il clip, dalle forti tinte intimiste, è ambientato in una casa densa di paure ed emozioni, dove la band suona potendo contare anche sulla partecipazione di Tom Vanderkam degli HawkingAlziamo il volume col post-screamo dei Rivers, gruppo tedesco che in settimana ha pubblicato il video di Decay, contenuta nell’album Single. Le immagini a cura di Philipp Röger trasportano su complessi industriali e cantieri grazie all’ausilio di droni, restituendo un forte senso di decadenza. Niente in confronto al bianco e nero violento e mortifero dei Brutality Will Prevail, pronti ad uscire col quinto album, dal titolo In Dark Places. Il video è relativo a Forever Restless, pezzo dal forte impatto hardcore e dalle atmosfere cupe, grazie anche alle immagini, che raccontano di sacrifici umani.

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