Flow #16 – Marghera sarà solo un ricordo

Pensavate che ci fossimo dimenticati di voi? Neanche per sogno! Flow di questa settimana è ancor più ricco del solito, grazie ovviamente ai succosi contributi che abbiamo scovato in questi sette giorni. L’apertura è affidata ad una delle band più forti e pesanti del panorama italiano, diffusori del Venezia Hardcore Pensiero: gli Slander. Estratto dall’EP Bad Weather, Never Enough ripropone una delle scene più famose del film cult Matrix, quella delle pillole blu e rossa, con Kafka nella parte dell’eletto Neo: la scelta di ingoiarle entrambe lo porterà a un trip a cartone animato (illustrato da Rashetti e Fu Room Studio) pieno di citazioni… riuscite a coglierle tutte? Segue poi Bologna Violenta, one man band di Nicola Manzan ora diventato duo con l’arrivo alle percussioni e al basso di Alessandro Vagnoni, con il video di Colonialismo (estratto da Discordia) e immagini d’archivio altrettanto violente e macabre.

Bleeding In The Blur è il secondo singolo promozionale dei Code Orange, questa volta meno furioso del precedente Kill The Creator; l’album Forever, nel momento in cui ci leggerete, dovrebbe essere già uscito per Roadrunner Records. Alzano il tiro i gallesi Hark, che con Disintegrate anticipano l’uscita del loro Machinations prevista per il prossimo 24 febbraio, mentre da Chicago l’indie rock degli Yeesh trascina con il claustrofobico video in canali RGB alternati di End Results. La cantautrice scouser Zuzu viene costantemente controllata e valutata in tutte le sue azioni quotidiane da due assistenti sociali asfissianti nel video di What You Want, mentre il trio di Brooklyn IAN SWEET ci delizia con uno strano sogno, diretto da Ryan Baxley, per il singolo Slime Time Live, dall’album Shapeshifter. Echi dei The Cure si possono udire in Too Soon To Tell e vedere grazie ad Amanda Siegel nel nuovo dei Drab Majesty, estratto da The Demonstration.

È Tom Hingston a dirigere una sorta di lyric video, sviluppatosi in un negozio di televisori che attira i passanti, per il compianto David Bowie e la sua No Plan. Un video di certo NSFW – ma neanche troppo – per Jenny Hval e la sua The Great Undressing, un titolo che vale più di ogni parola per un clip in cui una ragazza scorrazza completamente nuda per la città. Don’t Leave è il gustoso e radio friendly lyric video risultato di una collaborazione anglo danese, ovvero il duo Snakehips e la cantante . Piccola incursione rap con la sfrontata Lil Debbie e la sua F That, ambientata ad Amsterdam, e il sad rap di Bones con CutToTheChase, dal suo ennesimo album GoodForNothing pubblicato lo scorso ottobre.

Ci spostiamo sul versante electro con Please di Blanck Mass aka Benjamin John Power, membro anche dei Fuck Buttons. Un coloratissimo lyric video è quello dei Flaming Lips con Miley Cyrus per We Are Family, altra sorpresa estratta dall’Oczy Mlody uscito proprio in questi giorni. C’è ancora poco da attendere per Near To The Wild Heart Of Life dei The Japandroids, che intanto ci propinano il singolo No Known Drink Or Drug. Gradito ritorno sulle scene per l’irish punk dei Dropkick Murphys grazie a 11 Short Stories of Pain & Glory; il video in bianco e nero di Paying My Way è diretto da Chris Curtis. Da Napalm Records arrivano gli Zombie Motors Wrecking Yard con la loro astro metal Galactic Motherfucker, e a seguire la breakcore di Bong-Ra con Gwaan. Prima della chiusura, spetta a un duo spezzaossa il compito di portare un po’ di pesantezza in playlist: quindi Burn Book con Machine e The Drip con Blackest Evocation. Chiude il blackened slowcore dei Planning For Burial con Wiskey And Wine.

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