Flow #28 – Altro che Ghost In The Shell!

La puntata numero 28 di Flow si apre con uno dei gruppi più influenti della scena post hardcore, gli At The Drive In. Dopo circa diciassette anni, la band texana ha annunciato l’uscita di in • ter a • li • a (dal latino “fra le altre cose”) per il 5 maggio prossimo. Nel video del singolo Hostage Stamps, diretto da Rob Shaw e Damon Locks con la tecnica dello stop motion, vediamo un’anonima elite controllare e vessare un prigioniero in gabbia. Dal Texas alla California con i Thrice e la loro provocante Hurricane, che segue i pensieri e le preoccupazioni di un bambino in relazione al suo futuro nel video diretto da Y2K; a circa cinque anni da Major/Minor, To Be Everywere Is To Be Nowhere è il nono album della formazione post hardcore di Irvine, CA. Ritorno sulle scene anche per gli American Football a quasi diciassette anni dal debutto con l’album omonimo diventato ormai un culto per il genere emo. Pur non raggiungendo le vette del predecessore, American Football (quello uscito nel 2016) sforna perle come il qui presente singolo I’ve Been So Lost For So Long, dove possiamo vedere le difficoltà di relazione tra padre e figlio.

Si vira totalmente col genere abbracciando le atmosfere elettronicamente drammatiche e sperimentali con Matthew Barnes, in arte Forest Swords. L’artista e produttore inglese ha pubblicato Arms Out, un misterioso ed emozionante clip di quasi sei minuti diretto dallo stesso Barnes con l’aiuto di Sam Wiehl, in attesa di Compassion, in uscita a maggio su Ninja Tune. Di tutt’altra pasta è Notget dell’islandese Björk, girato in realtà virtuale grazie a Warren Du Preez e Nick Thornton Jones. A circa due anni dall’uscita di Vulnicura, l’eclettica Björk fa uscire il video, uno streaming in grado far passare in secondo piano pure Ghost In The Shell. Dal nord di Londra ecco IDER, un duo formato da Meg Markwick e Lily Somerville, che ci presenta Nevermind, traccia estratta dall’EP Gut Me Like An Animal impostata sul non preoccuparsi delle piccole cose quando, in fondo, alla fine non importa: le due se la spassano quindi in un magazzino abbandonato trafitto da raggi di sole. Rose Villain è una cantautrice milanese con base a New York, con la passione per la musica ed il cinema (l’horror in particolare). Tutto questo si traduce nel video di Kitty Kitty, diretto da Mirko De Angelis, dove la vediamo nella notte vestita da Cappuccetto Bianco: c’è chi ne parla come di una nuova Madonna.

La sezione della playlist dedicata al rap si apre col video di Laioung, pronto al debutto discografico il prossimo 21 aprile con l’album dal titolo Ave Cesare – Veni, Vidi, Vici, che sarà pubblicato da Sony Music. Il singolo estratto si intitola Vengo dal Basso e conta sulla collaborazione di Gué Pequeno dei Club Dogo. Il video di Angelo Guarracino ha un taglio cinematografico che si ispira alle atmosfere tarantiniane di The Hateful Eight e Django Unchained. Massima attenzione per il video di Enzo Dong, Italia Uno. Il rapper di Secondigliano si muove nel clip diretto da Johnny Dama con le Vele di Scampia e il logo del canale Mediaset che dà il titolo al brano sullo sfondo. L’effetto grottesco e straniante è amplificato dalla produzione, che include anche una suoneria per cellulare, e che è stata curata da Ceru e dallo stesso regista del video. Nuovo singolo e relativo clip per Kendrick Lamar, rapper di Compton che dopo l’acclamato To Pimp a Butterfly del 2015 e l’inaspettato Untitled Unmastered del 2016, è atteso con una nuova uscita discografica, anticipata da questa Humble. Il video è stato affidato ad uno dei registi più influenti della scena hip hop, Dave Meyers, e include numerose citazioni, da L’Ultima Cena a The Young Pope, fino alla pop culture americana nelle sue varie sfaccettature. Un rap dalle sfumature ben diverse, tipicamente cantautorali, nel nuovo video di Dargen D’Amico uscito in settimana. Si tratta di Ama Noi, brano d’apertura dell’album Variazioni (recensito da Luca Roncoroni), interamente suonato dal pianoforte di Isabella Turso. Jacopo “Dargen” D’Amico è anche regista del video, girato in Danimarca, dove l’intimismo si realizza nella la ricerca del contatto con la natura. Rap romantico e melodico in Scusa, nuovo singolo di Carl Brave, con Ugo Borghetti e B. La malinconia guida un drone sul centro di Roma nel clip diretto da Filippo Lancellotti, fra suggestioni sottolineate dalla voce femminile di B nei ritornelli e dalla produzione dello stesso Carl Brave.

Si cambia genere, ma si mantengono atmosfere delicate nel nuovo video di Orelle, cantante pugliese in attesa della pubblicazione dell’album Argo, prevista il 28 aprile per Black Candy e Warner Chappel. Il minimalismo e la pulizia delle immagini curate da Stefano Poggioni alimentano il clima sospeso che si respira nel brano Keep Quiet: l’acqua purificatrice è l’elemento centrale del racconto, in cui alterne situazioni di stasi e movimento suggeriscono la doppia anima di Orelle, riflessiva ma incontenibile e tagliente attraverso le parole. Ambienti post-rock raffinati nel video di The Ecstatics, pezzo contenuto nell’album The Wilderness dei texani Explosions in the Sky. Il disco, recensito da Andrea Murgia e Edoardo Bridda, è uscito un anno fa, ma il clip riporta d’attualità il sound della band, accompagnato nel video di Hayley Morris da grafiche dai colori freddi. Una non troppo velata nostalgia degli anni ‘00 aleggia in The Sound of Us, brano degli americani A Lot Like Birds. Il singolo, dalle sonorità tra emo e pop punk, va ad anticipare l’uscita del loro quarto album DIVISI per Equal Vision, prevista per il 5 maggio prossimo. Il brano è accompagnato da un video che prende in prestito riferimenti iconici da Eyes Wide Shut, andando a ricreare una formula vincente già sperimentata in passato da band come The Used e 30 Seconds To Mars.

I danesi Communions pubblicano il video di It’s Like air, primo estratto dal loro album di esordio Blue per Fat Possum, un brano spiccatamente brit, ben distante dall’identità new wave del loro primo EP. Il video diretto da Casper Balslev fa leva sulla malinconia e presenta una tecnica mista, unendo immagini cinematografiche, caratterizzate da una fotografia fredda e cupa, ad altre girate su nastro. Gli Infinite Me provengono da Minneapolis, suonano emo e l’anno scorso hanno fatto uscire Past Tense, il loro primo album autoprodotto; il prossimo maggio, invece, pubblicheranno per l’etichetta indipendente Blood & Ink uno split – chiamato Split – assieme agli Household, di cui fa parte il Follow You accompagnato da un video live diretto dal fotografo Jesse Lynch.

Entriamo nella parte finale di Flow, quella più aggressiva, e lo facciamo con gli Iron Reagan, che pubblicano il terzo video estratto da Crossover Ministry. Questa volta è il turno di A Dying World, traccia di apertura del disco: due minuti e mezzo di furioso thrashcore accompagnati da un video che vede la band intenta a suonare dinanzi a degli enormi e decadenti busti raffiguranti protagonisti della scena politica mondiale, una sorta di Monte Rushmore prefabbricato. Con i Turncoat continuiamo a tenere il gain al massimo: la band del Michigan propone un hardcore old school, fortemente influenzato dal metal. La loro American Dream fa parte del loro prossimo EP omonimo, ed è accompagnata da un video dai toni desaturati che riprende l’estetica vhs e lo-fi. Scelta visiva ripresa, ed enfatizzata, dai Wormwitch per il video di Everlasting Lie. La band di Vancouver propone un algido black’n’roll e il brano rilasciato questa settimana anticipa l’imminente uscita del loro terzo album Strike Mortal Soil per Prosthetic Records. Concludiamo la playlist con il disturbante video di Somatic, brano estratto da Contact; l’ultimo album di Pharmakon per Sacred Bones. Anche in questo episodio la newyorchese Margaret Chardiet approccia il pubblico cercando lo shock audio-visivo. Nel video, diretto da lei stessa in collaborazione con l’artista visivo Latex Lucifer, l’harsh-noise si fonde con le immagini di corpi nudi, cosparsi di sostanze semiliquide e a contatto tra loro.

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