FLOW #40 – Pesci grossi per cena

È un’apertura tutta black quella del Flow di questa settimana: infatti, alcuni dei migliori rapper in circolazione in questo momento se ne sono usciti con i loro video ufficiali, tanto da meritarsi i primi posti nella nostra consueta playlist. Si inizia con quel prodigio di Vince Staples, artista sotto etichetta Def Jam. Ricordando il visual di Señorita e dopo l’EP Prima Donna, ecco brillare Big Fish Theory (qui recensito da Luca Roncoroni), secondo lavoro su lunga distanza uscito lo scorso 23 giugno. Qui, con Rain Come Down, terzo singolo estratto, l’artista è supportato nel ritornello da Ty Dolla $ign, e vaga tra giorno, notte e pioggia in un piccolo ecosistema delimitato dalle pareti di un acquario. Segue il (probabile) miglior rapper vivente al mondo, ovvero Kendrick Lamar. Dopo il sensazionale lavoro DAMN. (qui recensito sempre da Luca Roncoroni), ecco l’artista di Compton firmare la regia (formando i Little Homies assieme a Dave Free, con l’aggiunta di Jonas Lindstroem) di ELEMENT., quarta traccia del suddetto album. ELEMENT. è una grande citazione dei maggiori lavori di Gordon Parks, primo fotogiornalista di colore di Life e Vogue nonché regista, riproposti in chiave rap. A dare un’istantanea dei quartieri americani ecco Meek Mill, che con la sua Young Black American ci mostra un’ipotetica conversazione con un giovane spacciatore, ritrovatosi in questi panni a causa della difficoltà e della durezza della vita di strada. Con la regia di Spike Jordan, il singolo è un’anticipazione di Wins & Losses, e contiene anche un estratto del criticato discorso agli afro-americani fatto dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Dopo le accuse (cadute) di violenza sessuale, Freddie Gibbs è di nuovo un uomo libero, tornato sulla scena con l’album You Only Live 2wice (ancora il Roncoroni a firmarne la recensione qui). In Andrea, diretto da Eric Nelson, lo vediamo guidare per una strada piena di tornanti, che si rivelerà essere soltanto un incubo. Si chiude il capitolo rap, e si apre quello del pop alternativo con Anna Of The North. Duo norvegese e kiwi formato dalla cantante Anna Lotterud e dal produttore Brady Daniell-Smith, i Nostri uniscono le forze per questo synth pop declinato in Lovers. Lovers è anche il nome del loro album di debutto, che uscirà il prossimo 8 settembre, qui rappresentato in un clip dalle tinte rosse e malinconiche. Uscito lo scorso aprile What Now, il secondo album, torna Sylvan Esso, duo elettro folk formato da Amelia Randall Meath e Nick Sanborn, con The Glow. Sempre diretto da Elise Tyler, come l’altro loro singolo Radio, il pezzo si ispira all’omonimo album dei Microphones, dando un’occhiata alle vite di alcuni ragazzi e ragazze di New York. I suoni e le atmosfere dream pop si fondono con le immagini sfocate e patinate dirette da Otium per il video di Dog dei Widowspeak. La band di Brooklyn si ripresenta a due anni di distanza dall’album All Yours, (qui recensito da Ilaria Nacci), anticipando l’uscita prevista per il 25 agosto del loro nuovo lavoro Expect the Best.

Appena passati per Firenze e Monza, i Radiohead continuano a fornire materiale ai tanti fan. Questa settimana è infatti uscito un nuovo videoclip relativo a Man of War, brano contenuto in Ok Not Ok 1997-2017, ristampa arricchita di inediti a vent’anni dal celebre Ok Computer. Il filmato, diretto da Colin Read, mostra un uomo, interpretato da Dylan Kammerer, passeggiare tranquillamente per la città durante le ore diurne per poi ritrovarsi, al tramonto, inseguito da più persone. Nella sequenza conclusiva si ritrova sui binari della ferrovia accerchiato dagli inseguitori. In arrivo il 25 agosto prossimo il terzo album degli americani Turnover; si intitolerà Good Nature e sarà edito anch’esso dalla Run for Cover Records. Super Natural è un’anticipazione del nuovo atteso disco, che seguirà il fortunato Peripheral Vision, ma la pubblicazione di questo lyric video è stata accompagnata dalla notizia dell’uscita dal gruppo del chitarrista Eric Soucy. Nuovo video anche per i Beach Fossils, che per l’occasione declinano il loro shoegaze come musica ottimale per il surf urbano. Nel clip di Justin Carlson appaiono infatti gli stessi membri della band in giro per New York con i loro skate. Il brano è Sugar ed è estratto dall’album Somersault, uscito a inizio giugno e recensito per noi da Tommaso Bonaiuti. Il garage sperimentale degli I.L.Y’s prende forma nel video di Wash My Hand Shorty, in cui un’invasione di coccinelle rende disturbanti anche questi piccoli insetti portafortuna. Lo stile lo-fi caratterizza fortemente le immagini, in accordo con la personalità del duo formato da Zach Hill e Andy Morin, membri dei Death Grips. Questo side project è già al terzo album, uscito a maggio col titolo Bodyguard. Niente video, giusto due minuti di indie punk a comporre il nuovo singolo dei Culture Abuse, band dell’area di San Francisco appena approdata su Epitaph Records. Dopo il debutto dello scorso anno, Peach, è atteso un nuovo album avvolto però ancora nel mistero.

La playlist si concentra poi su ciò che è successo di interessante in Italia nel corso della settimana, con tre nuovi video selezionati. Il primo è quello di Giorgio Poi, cantautore che ha debuttato lo scorso febbraio con l’album Fa Niente, via Bomba Dischi (qui la recensione). Il filmato relativo al brano Acqua Minerale è stato girato con un iPhone in modalità time-lapse, mentre disegni e montaggio sono a cura di Weronika Wolińska. Il clip segue quelli di Niente di strano (in cui compare l’attore Luca Marinelli) e Tubature.
Dallo stesso roster di artisti ecco Germanò, cantautore romano che ha pubblicato il video per Grace in attesa dell’uscita del primo disco solista. Lo stesso Alex Germanò commenta così il brano e il relativo clip: «Grace è la mitizzazione di una figura risolutrice. Il video ricordo girato in una giornata di primavera a Bracciano fa da colore a un sentimento condiviso di smarrimento generazionale».

Gli esperimenti sociali, la percezione collettiva, il bello che non è bello, ma è comunque bello, e potremmo andare avanti per molte altre righe a scrivere frasi del genere, tante abbastanza da comporre un testo da cantautore indie e farlo passare come un’opera ricercata e profonda; più o meno sarà andata così quando il collettivo Ground’s Orange ha deciso di dare vita a Cambogia, un artista artefatto, posticcio, una riuscita canzonatura – trollata – nei confronti del panorama indie italiano. Nel video di Le Luci Rosa vediamo una graziosa ragazza vestita da coniglietta rapire, drogare e successivamente forzare la sua vittima a guardare video su video di artisti acclamati del panorama indipendente italiano; una tortura di kubrickiana memoria. Questa non è altro che la trasposizione in immagini, metaforizzata, di ciò che troviamo scritto nei sottotitoli sovraimpressi, dove si va a sottolineare e denunciare il ruolo fondamentale delle etichette e degli uffici stampa nella promozione di un artista; talvolta così invasiva e forzata da essere in grado di far piacere qualsiasi cosa. E se mai vi dovesse proprio venire voglia di ascoltare qualcosa di fortemente indipendente, dalla produzione lo-fi, ecco che in successione arrivano gli Heart Attack Man, duo alternative rock di Cleveland dalle reminiscenze punk, con una velata devozione per gli arrangiamenti di J Mascis. Burn Down the Man è estratto da The Manson Family, quarto album della band prodotto da Triple Crown Records; il brano è accompagnato da un clip costituito da riprese amatoriali di un’esibizione live. Di orientamento più pop, invece, è il punk rock proposto dai The White Noise in I Lost My Mind (In California), brano che anticipa l’uscita del loro primo album AM/PM per Fearless Records; anche se si tratta di un disco di debutto, la band si è formata nel 2009 e ha alle spalle numerosi ep. Nel video vediamo una carrellata di scene al limite del grottesco, tra risse con un clown in un diner, incontri sconvenienti con un luchador e l’immancabile concerto al centro di una piscina vuota. Il clip è stato diretto dal fotografo e videomaker Sam Shapiro, facendo uso di un grandangolo spinto e colori saturi, aspetti che danno un tocco di quell’estetica cara ai primi anni ‘00.

Chiudiamo con un paio di brani che cadono dal cielo come pesanti macigni. Si parte con il nuovo brano dei The Haunted, storica band nata dalle ceneri degli ancor più storici At The Gates. Brute Force, sin dal titolo, si preannuncia per quello che è, ovvero un brano di classico e diretto death metal nordeuropeo che non accetta compromessi. La traccia è accompagnata da un video che ritrae la band intenta a eseguire il brano in una sessione da studio e va ad anticipare l’uscita dell’album Strenght in Numbers prevista per il 25 agosto su Century Media. Lasciamo l’ultima parola agli olandesi Teethgrinder, con un brano di inaudita e caotica violenza: The Pain Exceed The Fear fa parte del loro secondo album Nihilism, per Lifeforce, ed è accompagnato da un disturbante video in bianco e nero in bilico tra lo snuff e l’horror movie.

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