Flow #42 – Nella casa infestata

Diamo inizio al cerimoniale settimanale di Flow scivolando lentamente nei meandri una casa infestata, teatro di una realtà parallela abitata da scheletri animati, un luogo tetro, dove vige la più crudele delle plutocrazie. I toni macabri che caratterizzano il video di Don’t Get Captured – brano contenuto nel recente e acclamato RTJ3, recensito per noi da Luca Ronconi – sono atti ad accentuare ancor di più il messaggio di denuncia dei Run The Jewels. El-P e Killer Mike si scagliano contro la gentrificazione, il capitalismo sfrenato e i soprusi da parte delle forza dell’ordine, focalizzando l’attenzione in merito alla questione razziale. La regia del clip è stata affidata a Chris Hopewell, autore di Burn the Witch dei Radiohead, che ha realizzato, ovviamente, l’intero video mediante la laboriosa tecnica della claymation.

Josh Pan ha pubblicato “give it to ya” una nuova canzone in collaborazione con Abra, un inedito accompagnato da un’animazione digitale diretta dall’artista francese Quentin Deronzier. Orientate verso la glitch art, dai tratti distopici, le immagini si concentrano unicamente su un personaggio: la “Queen of a realm sunk in darkness”. Un androide intento a eseguire una serie di rituali per portare alla luce il suo popolo.

Di tutt’altro carattere è Stelle Filanti, il secondo inedito estivo di Gazzelle, un brano sospeso tra malinconia e synth. Nel clip vediamo il musicista romano sfrecciare tra le strade della Capitale a bordo di un monopattino. Un breve viaggio urbano intervallato da primi piani, close-up e inserti grafici dalla tecnica mista, spaziando dall’alterazione cromatica, all’animazione 3D.

Parliamo ancora di synth e, in particolar modo, delle sonorità cupe di Soak, nuovo singolo di Zola Jesus; lo troviamo abbinato a una visual glitch in bianco e nero a cura di Corey Johnson. Okovi è il titolo dell’atteso album, la cui uscita è stata programmata per il prossimo 8 settembre e sarà nuovamente pubblicato da Sacred Bones Records.

Atmosfere che ricordano il folk, ma con contaminazioni che vanno dall’indie pop all’elettronica più semplice, sono i tratti salienti di On my side, nuovo singolo dell’australiana Sophie Payten, in arte Gordi. Il brano anticipa la pubblicazione di Reservoir, album di debutto di Sophie, per Jugjaguwar ed è accompagnato da un clip che racchiude in sé i vari elementi della natura, acqua, terra e vento; presenze costanti nello scenario desertico che fa da scenografia e contorno ad una narrativa struggente.
Tornati al lavoro con Big Baloon (qui recensito da Gianluca Lambiase), i Dutch Uncles presentano il loro video per il pezzo Streetlight. Protagonista del clip è la ballerina brasiliana Gabriela Flarys, seguita dalla telecamera di Nick Middleton per le strade e la metropolitana di Londra, danzando e innamorandosi proprio di un lampione.

In attesa di Soft Sounds From Another Planet previsto per il 14 luglio su Dead Oceans, Road Head è il sinistro video di Japanese Breakfast, aka Michelle Zauner, dove proprio la Zauner stessa prende in mano le redini della regia raccontando la sua esistenza e alcuni momenti di vita assieme ad un essere fantastico che ricorda alla lontana il coniglio di Donnie Darko: l’esito del viaggio sarà quantomeno inaspettato e crudele.

Immagini da vacanza vera e propria, tra sole, strade, feste, mare e piscina sono tutto ciò che si trova nel videoclip Daylight di VeiveCura: progetto italianissimo creato da Davide Iacono (ora con l’aggiunta anche del batterista di Barcellona Milo Isgrò), è qui al quarto album ME+1 (qui recensito da Carmine Vitale) sempre con atmosfere dream pop.

Purtroppo non è il bomber ex Verona ad inserirsi nella nostra playlist, ma l’omonimo dell’aeroplanino siculo. Fabrizio Cammarata, anch’esso siciliano ma di Palermo, pubblica il suo singolo Long Shadows dal suo prossimo lavoro previsto per novembre 800A, una ballatona malinconica che sa di rinnovamento, incentrata sulla tematica dell’eclissi, non come qualcosa di cattivo auspicio ma come fenomeno transitorio, ovvero un’eclissi totale di memoria.

Un piccolo ma significativo passaggio pop folk con i Lomelda e la loro Interstate Vision: la cantante Hannah Read e la sua band si tuffano nella loro intimità e offrono all’ascoltatore una dolce melodia sognante, che verrà inclusa in Thx il prossimo 8 settembre su Double Double Whammy.

Si cambia decisamente registro, passando alla spensieratezza e alla leggerezza con Threesome dei milanesi Canova. Non contenuto nell’album di debutto Avete Tutti Ragione, questo nuovo singolo per Maciste Dischi è tutto un programma: le fantasie di un giovane (che ricorda l’estetica da viveur à la Giuseppe Cruciani) che ricadono su due ragazze che assieme a lui passano la serata; il video, diretto da Jack Garufi, lascia il dubbio su cosa sia effettivamente successo.

Tornano a farsi sentire i Protomartyr che, dopo aver firmato con la Domino, annunciano per il 29 settembre l’uscita di Relatives in Descent, quarto lavoro dalla loro formazione. A Private Understanding è il primo singolo estratto e vede il comico Marty Smith a presenziare nel video diretto da Tony Wolski e Trevor Naud ambientato in un piccolo pub.

L’atmosfera anni ’50 impregna il video di Rats di Sloan Peterson, moniker della ventitreenne Joe Jackson: il bianco e nero, il vestito, la pelliccina e i go-go boot creano l’immaginario del clip dove la Peterson piroetta e suona sulle note del suo pezzo garage-pop carico di sensualità.

Un video profondamente lisergico e colorato è Goodbye Durango dei Milked (ex Geronimo!): inframezzato da immagini live della band, si nota un potpourri di fotogrammi della presunta città messicana, con slot machine, paesaggi torridi e desertici, eserciti e scimmie che si ubriacano. Tutto questo si trova in Death On Mars, album per la EIS Tape Club.

Virata hardcore punk con i Giants e la loro Eastbound: filmati della metropolitana che sembrano presi dalle telecamere di sorveglianza assemblati da Kiefer Passey, vedono il frontman della band aggirarsi aggressivo per il vagone, urlando quanto odia ogni singola cosa della metro londinese. Eastbound è presente su Break The Cycle, fuori su Holy Roar Records.

La chiusura di playlist è affidata alla pesantissima mano dei Varials, band di Philadelphia, PA. Anything To Numb offre l’overdose di violenza, musicale e visiva, grazie al video di Max Moore, dove il protagonista tenta in svariati modi il suicidio, senza però riuscire nell’intento.

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