Quando meno te l’aspetti. Radiohead, Yorke e la produzione e distribuzione musicale

Il rapporto dei Radiohead con la produzione e la distribuzione musicale è stato sempre molto travagliato. Tralasciando le vicissitudini con le major, Thom Yorke e soci sono da sempre convinti sperimentatori di nuovi modi per far circolare la propria musica. Gratis, quasi-gratis o a pagamento. Prima di arrivare al recentissimo esperimento via torrent di Tomorrow’s Modern Boxes, i Nostri avevano già provato a sparigliare i piani con In Rainbows. Offerta libera per ottenere l’album con un minimo irrisorio. I risultati, più da esperimento sociale, furono tanto clamore mediatico, poche bassissime offerte per il download e la stessa quantità di torrenti gratuiti e di copie fisiche vendute. Insomma non cambiò nulla.

Oggi Yorke ci riprova, con un disco – guarda un po’ – saltato fuori dal nulla, che elude le tanto vituperate piattaforme streaming e cerca, di nuovo, di trovare una via nuova per farsi ascoltare. Il tentativo è interessante, meritevole di attenzione e riflessione, ma ha due grossi limiti. Innanzitutto l’album non si scarica né si ascolta gratis: il brano di lancio con clip e istruzioni per l’acquisto vinilico lo si può ottenere senza mettere mano al portafogli, per il resto, tocca pagare. Ed è già questo un grosso paradosso. BitTorrent, la patria della tecnologia free, per l’occasione con grafica rinnovata, che chiede 6 dollari per il bundle, ovvero, otto tracce e un videoclip (di cui il video e una traccia sono disponibili anche gratuitamente). Paradosso puntualmente confermato dalla community che ha messo in circolazione pochi minuti dopo il lancio la versione gratuita.

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Il secondo, ben più preoccupante, è l’anacronismo con cui questa operazione avviene. Detto dell’avversità di Yorke per Spotify, ci piaccia o no è piuttosto assodato che la direzione verso cui sta andando il modo con il quale le persone fruiranno musica, cinema e a breve anche videogiochi, è sempre meno fisica, sempre meno legata al contenuto e sempre più gratis.

Fa specie vedere invece l’ultima fatica del musicista di Wellingborough affidata a un esperimento distributivo che nasce già vecchio, che regala un mp3 (nell’annus horribilis in cui la Apple decide di non produrre più quella macchina da guerra dell’iPod classic), un mp4 (qualcuno se ne fa qualcosa di un mp4?) e un link per acquistare il vinile (sia sempre lodato). Nell’attesa di avere i risultati dell’ennesimo esperimento, non difficili da ipotizzare, è chiaro come la musica liquida di Yorke cerchi una propria, lodevole e indipendente via per arrivare al pubblico. Lo fa mischiando tanti fronti, in un “vorrei ma non posso” che sa di tutto fuorché di liquido.

27 settembre 2014
27 settembre 2014
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