Album

Soulwax x Fontaines D.C.

A Hero’s Death (Soulwax Remix)

19 Gennaio 2021 disco elettronica
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Inizia l’anno e arriva la prima zampata dei Dewaele Bros: dopo l’ottimo Empty Dancefloor, uscito a dicembre 2020 a chiosare/commentare la drammatica assenza del luogo d’elezione per il rituale collettivo moderno (la nostalgia della pista sotto i piedi, che ha ridato un pelo di vitalità anche ai defunti narcolettici – James Blake, Before), il dinamico duo belga sforna dalla stanza dei bottoni della casa-madre Deewee (una torre-studio sita a Gent colma dei più golosi accrocchi per drogati di sintetizzatori) un rework felpato e balearico di A Hero’s Death dei Fontaines D.C. – indubbiamente, la band più calda e chiacchierata del 2020 (oltre che osannata dalle classifiche di fine anno).

Cosa accade quando l’ingegno dei due deejay di troppo va a manomettere lo sghembo e ombroso marchingegno sonoro dei dublinesi? Risposta: si ottiene un brano manieristico nella sua ricerca di un backbeat rilassato, da gamba stesa (congas e pulsazioni “tropical” annesse, stile Nu Guinea ma come se Pozzuoli fosse Anversa), condito da chitarra flangerata e giro-synth tipicamente Soulwax, seppur coraggioso nello stravolgere il senso della fonte originale (uno swing nervoso e metropolitano), proiettandolo sulle spiagge di Ibiza – o nei vicoli di Harlem, se preferite: azzeccata la scelta di non stravolgere la traccia vocale, il che rende Grian Chatten un potenziale membro onorario della Sugarhill Gang, e il suo sproloquio più vicino a una narrazione di strada che al delirio joyciano di un bohemien from The Dubs.

«And don’t sacrifice your life for your health – When you speak, speak sincere – And believe me friend, everyone will hear»: queste parole suonano come miele nelle orecchie dei profeti della hood poetry, il ragazzo ha street cred; considerata la metrica impiegata dal cantante, questa è un’altra intuizione felice dei Dewaele, che con le vocal tracks ci sanno fare in tema di riassemblaggi (il remix di Work It di Marie Davidson fu un successo da dancefloor clamoroso).

Un esperimento che potrebbe far storcere il naso ai più, ma che al contempo fa più utile ai tutelari del bene originale, che non ai suoi “sabotatori”: l’operazione riporta alla mente i momenti “disco” dei Fall – band alla quale – non senza un’abbondante dose di generosità, va ammesso – il combo irlandese viene spesso affiancato, per stile e tematiche: vi ricordate della “loro” Lost in Music su The Infotainment Scan (1993)? Le Sister Sledge portate al rovescio sintetico e claustrofobico del beat da dancefloor, quello teorizzato – e con successo brandizzato – dai Throbbing Gristle e concretizzato in pura macelleria sonora dal catalogo Wax Trax!. Ecco, cari Fontaines, prendete nota: sarebbe davvero, davvero figo sentirvi comporre in questi termini – meno spleen, più groove.

Per chi scrive, la prima autentica perla musicale di questo 2021.

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