Morphic Dreams
Mag
17
2019

Alessandro Adriani

Morphic Dreams

Stroboscopic Artefacts

IndustrialTechnoElettronica
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Info

Morphic Dreams è il secondo album di Alessandro Adriani (boss della Mannequin), in uscita il 17 maggio 2019 sulla Stroboscopic Artefacts del connazionale Luca Mortellaro/Lucy a tre anni di distanza dal debutto sulla lunga distanza, Montagne Trasparenti. In mezzo abbiamo ascoltato anche una buona manciata di 12” pubblicati per le due sopracitate label, ma anche per l’olandese Pinkman e la Jealous God di Karl O’Connor, Juan Mendez e James Ruskin.

Il disco, suddiviso in quattro sezioni, ognuna delle quali basata su un elemento alchemico (acqua, terra, aria e fuoco) «si concentra sulle [nietzschiane] nozioni sulla sublimazione e sulla ricerca di un equilibrio interiore», leggiamo nella press release. In pratica Adriani continua il suo personale percorso per synth, arpeggiatori e drum machine sommando il fisico al metafisico, il materico al cartografico. Undici tracce per quasi un’ora di durata sul crinale tra sci fi e electro, lampi stroboscopici (Raindance) e tastierismi radioattivi (Storm Trees), ebm e industrial (Dissolving Images), astrazioni dub (Dust/ Mist) e isolazionismo ambient (Casting The Runes), reminiscenze Chain Reaction (Hors de Combat) e Trax (Invisible Seekers) fino a episodi che ospitano scampoli di melodia (la synth wave di Crow) o fantasmi di quella (l’hauntology del dittico finale Things About To Disappear e Make Words Split And Crack). Un lavoro con una sua gassosa e conturbante densità.

di Edoardo Bridda

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