Album

Brainiac

Hissing Prigs in Static Couture

26 Marzo 1997 hardcore grunge avant

Touch & Go, anno di grazia 1995. All’interno di un variegato catalogo in cui figuravano band come Jesus Lizard, Girls Against Boys e Don Caballero, accomunate unicamente da un approccio personale e intransigente al rock’n’roll, firmano i Brainiac da Dayton, e nel giro di due anni fanno sfracelli. Sembrano piovuti dal futuro ma diventano un culto istantaneo (fra le fila di una label all’epoca monitoratissima) per una ragione ben precisa: quei ragazzi si nutrono della stessa follia di gente come Devo, Pere Ubu, Frank Zappa e analogamente ai maestri non assomigliano a nulla di quello che gira in quel momento nell’underground statunitense. Nevrosi ed euforia, dissociazione e furore. Forti di tali urgenze viscerali, i Brainiac operano sul cadavere del rock non solo con bisturi e lenti telescopiche, ne torturano la salma con elettrodi, chip, schede e circuiti.

Al comando dell’astronave ci sono John Schmersal, con i suoi bordoni di pura e dissonante alienazione, e Tim Taylor, che si lancia in falsetti dissennati fra sibili noise e sbuffi elettronici come una sorta di Iggy cibernetico. Hissing Prigs in Static Couture è il primo e il più noto fra i due lavori pubblicati per T&G prima della morte (in un fatale incidente stradale) di Taylor, nel 1997. Prodotto da Eli Janney dei GvsB, il disco testimonia l’evoluzione del loro sound in direzione di uno spastico garage rock, tra sketch demenziali e feroci sceneggiate, memorabili anthem e lancinanti cacofonie. Un anno dopo arrivava, l’ep Electro-Shock For President, che calcherà ancor di più la mano sui synth, avvalendosi di un approccio più freddo e distopico.

A quel punto anche le major sono sedotte, ma proprio quando la Interscope è pronta per far firmare loro un contratto, la morte del frontman fa calare bruscamente il sipario sul progetto. Mortificato altresì dall’ondata di cordoglio mediatico che investe il pianeta appena tre giorni più tardi, all’indomani del ritrovamento nel Mississippi del cadavere di Jeff Buckley. Negli anni successivi, il solo Schmersal proverà a raccogliere l’eredità del gruppo. I suoi Enon produrranno alcuni interessanti album post punk, senza mai eguagliare, va da sé, la carica eversiva dei 3RA1N1AC.

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