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Clark

Clark – Playground in a Lake

26 Marzo 2021 elettronica
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Christopher Stephen Clark, in arte semplicemente Clark, torna sulla Deutsche Grammophon dopo il lavoro svolto per l’interessante colonna sonora Daniel Isn’t Real, per unire ancora una volta strumentazione cameristica ed elettronica, questa volta concentrandosi sugli archi e su un taglio folk. Siamo lontani dalle stroboscopiche esplorazioni e dal massimalismo HD dell’album omonimo del 2014 ma come con il precedente lavoro lungo, che continuava a contemplarle – Death Peak – rimane l’interesse per l’elemento vocale, all’epoca descritto come il «miglior sintetizzatore possibile».

Sono partito pensando a quali fossero gli arrangiamenti d’archi che preferivo in assoluto, quelli presenti nei dischi di Scott Walker ad esempio. Poi ho iniziato a pensare a questo disco da un’angolazione dark folk, anche aggiungendo pesanti parti synth alla maniera degli anni ’70. Poi sono arrivate l’improvvisazione sotto forma di musica concreta e alcune delle mie ossessioni riguardo al sound design e alla classica moderna e tutto ha iniziato a girare per il verso giusto
Christopher Stephen Clark

Ospiti del nuovo album – intitolato Playground in a LakeNathaniel Timoney e il cantante e compositore del giro Erased Tapes Kieran Brunt (Shards), entrambi presenti nella prima breve anticipazione, Small, un’umbratile folk song avvolta nelle nebbie d’archi lontani e contrappuntata dalle pigre note di un synth analogico dal forte riverbero 70s. Per quanto riguarda gli strumentisti, nell’album trovano posto le parti di violoncello del collaboratore dei Radiohead (e affermato solista) Oliver Coates e quelle di clarinetto di Chris Taylor dei Grizzly Bear.

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